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Modena: al teatro va in scena l’Alzheimer

Questa sera alle 20.30 al Teatro San Giovani Bosco, l’attore Carlo Pontesilli propone un testo dedicato alla malattia di cui soffrono mezzo milione di italiani e 2800 modenesi.

L’Alzheimer diventa protagonista di uno spettacolo teatrale. La malattia che colpisce mezzo milione di italiani (2800 solo a Modena) provocando perdita del senso di orientamento, instabilità della memoria, incapacità temporanea di riconoscere le persone e compiere anche i gesti più semplici della vita quotidiana viene portata in scena nello spettacolo “A…come non so” dall’attore e regista Carlo Pontesilli, definito il primo “neuroattore” italiano. Accade stasera alle 20.30 al Teatro San Giovani Bosco (via san Giovanni Bosco 150/b), che ospita l’ultimo degli appuntamenti promossi in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Alzheimer dal Comune, dall’Azienda Usl, dal Centro servizi per il volontariato e dalle associazioni impegnate nel campo delle demenze. Il testo teatrale è frutto di un anno di ricerca, di documentazione e di incontri con operatori e familiari di persone ammalate, ma l’opera racchiude in venti quadri scenici un arco temporale di dodici anni. Gli ambienti che definiscono il luogo dell’azione sono quelli della vita quotidiana e della professione di Carlo Pontecorli – così si chiama il protagonista – gerontologo, pittore e studioso d’arte, profondamente affezionato alla madre affetta da Alzheimer e lui stesso colpito dalla malattia. L’autore del monologo, pubblicato con una presentazione del Premio Nobel Dario Fo, è l’attore e regista perugino Carlo Pontesilli, che ha recitato in compagnie di teatro nazionali e per la Rai, è stato burattinaio con Otello Sarzi Madidini e mimo con Roy Bosier. Col Elda Rossetti ha aperto una scuola di teatro formando diversi attori professionisti, firmando numerose regie e svolgendo tournée in tutta Italia e nel nord Europa. Pontesilli ha vinto premi nazionali di teatro per ragazzi e due edizioni del Premio Malia del Teatro per la regia di “Finale di partita” e “Aspettando Godot” di Samuel Beckett.