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Operazione ‘Calimero’ a Modena

Un’insospettabile lavanderia in via Giardini a Modena, era il punto di confezionamento e smercio di cocaina e hascisc dell’organizzazione sgominata la scorsa notte dai carabinieri del reparto operativo, che hanno arrestato nove persone con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione ‘Calimero‘ è partita nel febbraio dello scorso anno quando il frequente via e vai di persone dalla lavanderia, chiusa un mese fa, aveva insospettito gli investigatori modenesi, stupiti soprattutto dal fatto che la clientela entrava ed usciva a mani vuote dall’esercizio commerciale.

I militari di Modena hanno così organizzato servizi di appostamento, pedinamento e intercettazioni telefoniche che hanno prodotto circa mille trascrizioni utili a delineare i collegamenti e i canali di approvvigionamento della droga.

L’operazione Calimero, conclusa questa mattina all’alba, ha avuto un precedente nel luglio dello scorso anno quando Alex Righetti e Gianluca Lucentini, modenesi di 32 anni, sono stati arrestati perché trovati in possesso rispettivamente di 30 grammi di hascisc e 3 grammi di cocaina e di mezzo chilo di hascisc e 30 grammi di cocaina oltre che di più di 20 mila euro in contanti. Dopo ulteriori indagini i carabinieri di Modena, in esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere chieste dal pm Andrea Claudiani e firmate dal gip Alberto Ziroldi, hanno ammanettato Roberto Giorni, 31 anni, residente a San Martino in Rio (Reggio Emilia), Michael Joseph Graziano, 28 anni, residente a Modena, i fratelli Claudio e Luigi Porricelli, rispettivamente di 24 e 29 anni, residenti a Modena, Silvia Bononi, 26 anni, di Campogalliano, Salvatore Valenti, 47 anni, di Modena, Simone Lepardi, 23 anni, di Castelnuovo Rangone, Abderrahim Kassami, 34 anni, nato in Marocco e residente a Massa Finalese e Stefano Bindi, 37 anni, residente a Castiglion Fibocchi (Arezzo).

Otto persone si trovano in carcere mentre soltanto a Silvia Bononi sono stati concessi gli arresti domiciliari. I capifila dell’organizzazione, secondo i carabinieri, sarebbero i fratelli Claudio e Luigi Porricelli mentre il contatto con il paese fornitore dello stupefacente, il Marocco, sarebbe appunto l’unico immigrato finito in carcere, con regolare permesso di soggiorno. Nell’ambito della stessa operazione sono state denunciate altre due persone: C.F., 33 anni di Castelfranco e L.A., 24 anni di Modena.