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Domani sciopero 8 ore dipendenti Tav Modena

Otto ore di sciopero domani per
tutti i dipendenti Tav della zona di Modena, con un presidio a Lesignana dalle 10. E’ la risposta della Federazione lavoratori costruzioni (Cgil, Cisl e Uil) al nuovo infortunio mortale che e’ avvenuto ieri sera in un cantiere di servizio alla Tav a Lesignana, alle porte di Modena.


Vittima dell’incidente un operaio nigeriano di 36 anni, Sunday Akinmi, dipendente di una ditta specializzata in manutenzioni degli impianti, che stava lavorando nello stabilimento dove si prefabbricano le travi per i viadotti della linea ferroviaria ad alta velocita’. In particolare, l’operaio stava compiendo manutenzioni all’impianto di betonaggio che fornisce il calcestruzzo per la realizzazione delle opere.
Ancora non e’ chiara la dinamica dell’infortunio. Pare che l’impianto si sia rimesso improvvisamente in funzione intrappolando e straziando il lavoratore. L’indagine dovra’ appurare se ad azionare l’impianto sia stato inavvertitamente un altro dipendente dell’azienda e fossero state osservate tutte le procedure di sicurezza.

”Con lo sciopero si chiede che sia fatta luce su questo ennesimo infortunio mortale, che siano appurate le responsabilita’ e che la verifica degli impianti sia effettivamente realizzata insieme a tutte le iniziative gia’ contenute negli accordi sindacali sottoscritti – sottolinea la Flc -. Quest’opera sta registrando un costo di vite umane non più sostenibile”. Sono cinque gli infortuni mortali avvenuti nei cantieri Tav del Modenese, quattro nel solo 2004.


”L’opera Tav – aggiunge la Flc – oggi sta evidenziando con estrema drammaticita’ tutti i limiti di una predisposizione dei sistemi di sicurezza che non sono proporzionati alla vastita’ ed alla complessita’ dell’opera”. Per questo, la Cisl di Modena chiede in particolare una fermata tecnica dei cantieri Tav per verificare il livello della sicurezza. ”Poiche’ rifiutiamo di rassegnarci alla fatalita’, crediamo siano necessarie azioni straordinarie, come un monitoraggio a tappeto di tutte le attivita’ svolte nei cantieri Tav – sottolinea la Cisl -.
Se necessario, bisogna arrivare al blocco tecnico dei lavori fino a che non c’e’ l’assoluta certezza sulla congruita’ delle azioni di prevenzione e sicurezza messe in atto”. Secondo la Cisl, gli infortuni si verificano ogni volta che cala l’attenzione e passa l’emotivita’ per l’infortunio precedente: ”Occorre anche controllare in modo piu’ rigoroso il coordinamento tra le varie imprese presenti nei cantieri Tav e curare maggiormente il livello di formazione professionale dei lavoratori, considerato che i lavori per l’Alta velocita’ sono complessi e non tutti sono in grado di svolgerli”, conclude il sindacato.