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Meta-Hera: i paletti della Cisl

Grande attenzione alle esigenze del territorio modenese e valorizzazione dell’attuale struttura ingegneristica dell’azienda. Sono i “paletti” fissati dalla Cisl di Modena in vista della fusione tra Meta ed Hera, di cui si discutono i dettagli in questi giorni. Un’operazione che il sindacato di Palazzo Europa vede di buon occhio, soprattutto se delle sinergie tra le due aziende e delle economie di scala potranno giovarsi i cittadini modenesi in termini di migliore qualità dei servizi e contenimento delle tariffe.

«Oltre a questi aspetti, ai modenesi che entreranno nel nuovo cda chiediamo di dedicare una grande attenzione al rapporto tra la nuova azienda e il territorio provinciale – dice Domenico Pacchioni, componente della segreteria provinciale della Cisl e responsabile delle politiche ambientali ed energetiche – Amcm e Amiu prima, Meta poi hanno sempre avuto un forte radicamento con il territorio, curando le relazioni con i Comuni, le comunità montane, i cittadini-utenti. Vogliamo essere rassicurati sul fatto che gli amministratori della nuova multiutility, in particolare – ripeto – quelli modenesi, continueranno a praticare questa politica di attenzione al nostro territorio, anche se le decisioni strategiche dovranno ovviamente tenere conto di un ambito territoriale più vasto, che parte dall’Emilia e comprende tutta la Romagna. Il nostro non è campanilismo a buon mercato, ma la richiesta di riconoscimento delle specifiche esigenze della nostra provincia, che ha caratteristiche diverse da Bologna e dalla Romagna».


La Cisl chiede anche che resti a Modena e sia ulteriormente valorizzata la divisione ingegneristica di Meta, unificata a fine 2004, e che si occupa della gestione degli impianti, di ricerca, innovazione e sviluppo. «Si tratta di uno staff di alto livello che possono vantare poche ex municipalizzate – spiega Pacchioni – Le persone che ne fanno parte hanno esperienza, capacità di progettazione, professionalità, profonda conoscenza dei tre settori (ambiente, energia, gas-acqua). Chiediamo che questo patrimonio, vero e proprio valore aggiunto di Meta, sia messo proficuamente al servizio di tutto il territorio di competenza della nuova azienda, ma rimanga e sia potenziato a Modena, dove esiste da tempo un know-how ammirato in tutta Italia. Quando si metterà mano al piano industriale della nuova multiutility, Modena dovrà diventarne il polo di sviluppo, anche in funzione – conclude l’esponente della Cisl – di un auspicabile rafforzamento del rapporto con le università e con il futuro centro tecnologico di Spilamberto».