Home Modena Welfare modenese: via libera ai sette piani di zona

Welfare modenese: via libera ai sette piani di zona

Supera i 230 milioni di euro la spesa sociale nel territorio provinciale per il 2005. E’ questa la somma che Provincia, Comuni, Auls e altri enti come le Ipab e Fondazioni spenderanno quest’anno per l’assistenza agli anziani, le famiglie e i minori, le politiche a favore dei disabili, per i giovani, l’immigrazione, le tossicodipendenze e il contrasto alla povertà.

Gli investimenti sono previsti nei nuovi Piani sociali di zona per il triennio 2005-2007 che i diversi enti stanno siglando in questi giorni nei sette distretti: Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Mirandola, Sassuolo, Pavullo e Vignola.

“Questi piani – sottolinea Maurizio Guaitoli, assessore provinciale alla Sanità – sono uno strumento fondamentale per costruire, sostenere e coordinare il sistema del welfare modenese. Un sistema che è in grado di fornire una rete di servizi qualificati, flessibili e adeguati ai bisogni dei cittadini. Lo sforzo che è stato prodotto collettivamente a vario titolo da tutti gli operatori del sociale ha inserito elementi di innovazione e di coordinamento tra i vari distretti per rendere omogenea l’offerta dei servizi. Decisivo è stato il coinvolgimento delle associazioni, del terzo settore e dei cittadini stessi per farli diventare sempre più protagonisti in una dimensione di nuovo patto sociale”.

Nel bilancio sociale del territorio provinciale spiccano gli investimenti dei Comuni che superano i 150 milioni di cui 63 milioni a Modena, 22 milioni a Carpi, circa 20 milioni a Sassuolo e Mirandola, 13 milioni a Vignola, 12 a Castelfranco e quattro milioni e 700 a Pavullo. A queste cifre vanno sommate le risorse messe a disposizione dalla Ausl che superano i 70 milioni (di cui una parte viene trasferita e gestita dai Comuni); poi si devono aggiungere le risorse di Ipab e Fondazioni.

Per quanto riguarda i settori di intervento, circa un terzo della spesa sociale viene assorbita dai servizi di assistenza agli anziani, un altro terzo per le politiche a favore delle famiglie e dei minori, poi vengono nell’ordine gli interventi sulle povertà, le politiche per l’immigrazione, l’inserimento dei disabili, i giovani e le dipendenze.

Partendo dall’analisi dei bisogni, l’elaborazione dei Piani di zona arriva ad individuare le scelte di intervento integrate a livello provinciale allo scopo di rendere omogenea l’offerta dei servizi.