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Reggio E.: Legambiente su cava di Gambarata

“Le indicazioni erano presenti nel Piano delle Attività Estrattive della nostra Provincia già approvato – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – che individua la cava di Gambarata nel comune di Castellarano come una risorsa di sabbia per l’area limitrofa e come un luogo da ripristinare”.

“Condividiamo l’operazione di ripristinare la cava, oggi in uno stato di abbandono ma occorre un progetto concordato per verificare il tipo di ripristino e l’impatto trasportistico dei restanti 230.000 metri cubi da estrarre, onde evitare quello che è già successo in molte altre località tartassate dal passaggio di mezzi pesanti su una viabilità non idonea. Solo dopo questi passaggi si potrà dare il via ai lavori che una volta per tutte chiudano il capitolo dell’escavazione di sabbia in collina, di cui questa è l’ultima cava rimasta. Preoccupa inoltre la particolarità dell’area: infatti su questo particolare substrato sabbioso trova sede una vegetazione particolare e da salvaguardare”.

“Confidiamo che il Sindaco Caprari si faccia portavoce di queste istanze convocando un opportuno tavolo di lavoro – continua Legambiente Reggio Emilia -. Purtroppo la mancanza dell’Osservatorio Provinciale sulle Attività Estrattive promesso prima dall’Assessore Ugo Ferrari e oggi da Alfredo Gennari avrebbe potuto evitare queste situazioni e condurre tutti questi problemi all’interno di un tavolo tecnico competente e aggiornato. Sembra invece che prevalga la logica delle promesse e delle parole al vento e si eviti un confronto aperto sul tema delle attività estrattive che, come ben sappiamo, hanno anche un risvolto preoccupante legato all’abusivismo e alla illegalità”.