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Filippi (FI) Pacs o sbragafamiglie?

“I Pacs sono patti civili di solidarietà tra due persone legate da vincoli affettivi che però non vogliono legarsi con il matrimonio. Per scelta loro non si assumono certe responsabilità perchè rifiutano il vincolo del matrimonio e quindi rinunciano liberamente a quelli che sono i diritti derivanti dal matrimonio sia esso civile o religioso”.

“L’istituzione dei Pacs contribuirebbe solamente a rendere ancora più intricato il nostro sistema giudiziario. La difesa della famiglia rientra tra i principi fondamentali della nostra Costituzione e non sarà certo il maldestro tentativo del Centrosinistra, per recuperare qualche consenso tra i gay, a stravolgere i dettami dei nostri padri fondatori.
Il cattolico adulto Prodi e i suoi compagni di merenda contrapponendosi ai valori naturali, sfruttano un tema molto delicato sperando di ottenere qualche voto in più, ma tacciono la questione più importante, e cioè che la legislazione italiana fornisce già oggi tutti gli strumenti sufficienti per la difesa delle coppie di fatto. Da decenni è infatti possibile coabitare normalmente con il proprio compagno o la propria compagna anche se omosessuale, cointestarsi comunemente beni e includere il proprio convivente nell’asse ereditario.
I Pacs non hanno nulla a che vedere con le unioni coniugali. Il matrimonio civile o religioso è tutt’altra cosa: un contratto tra due persone che prevede dei diritti e dei doveri. O si sceglie con il matrimonio, di assumere impegni non privi di vincoli, oppure si sceglie di restare liberi, ma non si pretenda di usufruire dei diritti degli sposati senza assumerne i doveri. Non si possono accettare proposte di legge tese solo a svalutare e a svilire la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Coloro che non vogliono unirsi in matrimonio non si assumono davanti alla legge l’ obbligo di prendersi cura del proprio coniuge e di formare assieme una famiglia, ma senza vincoli possono decidere di cambiare il partner in ogni momento. Equiparare i pacs alle famiglie sarebbe una grave discriminazione e svalorizzazione della famiglia che rappresenta un’istituzione millenaria e fondamentale per la società.
Un governo non può fare leggi per favorire il 5% della popolazione, danneggiando il restante 95%.
Temo invece che la banda di Prodi per accaparrarsi sempre più le simpatie della sinistra radicale abbia in mente ben altro, come l’affidamento di neonati alle coppie gay, emulando così il compagno Zapatero ed altri sfasciatori di famiglie. Nessuno credo voglia trovarsi nei panni di un bambino che cresce con due papà o con due mamme, sicuramente subirebbe forti turbamenti psicologici e scombussolerebbe l’ idea della famiglia. L’azione del Centrosinistra è una presa per i fondelli nei confronti degli italiani. Gli omosessuali che dovrebbero essere i più avvantaggiati se i Pacs venissero approvati, non credo vogliano essere considerati come una famiglia tradizionale, in contrapposizione alla maggioranza degli italiani, vogliono semplicemente non essere discriminati. E non è certo con cerimonie in abito da sposa che si risolve il loro problema.
L’egocentrismo di Grillini offende tutti quei gay che chiedono solo di essere considerati normali. Non sono certo le pagliacciate del Gay Pride o queste azioni scellerate che sensibilizzano la società civile al problema della omosessualità.
La legge di Prodi sui Pacs è inutile, dannosa, anticlericale e laicista, ma sopratutto non risolve i problemi, anzi accentua le differenze”.

(Il consigliere regionale di Forza Italia Fabio Filippi)