
“Il problema non è se fare o no i sacrifici. Il problema è chi paga il conto della crisi e per quali obiettivi. La manovra di Tremonti colpisce i soliti noti: i due terzi del risparmio non lo farà infatti lo Stato, ma viene imposto a regioni, comuni e province. E si tradurrà in ulteriori tagli ai servizi per cittadini e imprese. Si preferisce poi bloccare stipendi e pensioni dei lavoratori anziché chiedere un contributo alle rendite e ai grandi patrimoni.
In molti enti pubblici di Modena e provincia, come nel resto della Regione si sono avute già stamattina fermate simboliche del lavoro e assemblee. Sono le prime avvisaglie che il livello di sopportazione dei lavoratori sta arrivando al limite. Non si può chiedere alla gente di abbassare la testa e pagare il conto salato della crisi dopo che per due anni il governo – a partire dal premier – ha sparso manciate di ottimismo cercando di nascondere la reale portata della crisi. Un atteggiamento irresponsabile al quale va data una risposta ferma in Parlamento e nel Paese”.


