
“E’ veramente un controsenso – spiegano i consiglieri Favia e Defranceschi – non si possono far pagare i cali dei consumi idrici ed i mancati servizi migliorativi a tutti i cittadini. Tra l’altro da una parte i Comuni fanno campagne anche lodevoli per il risparmio idrico ed energetico, i consumi inoltre calano per la crisi. Il messaggio culturale che Hera Spa da è quello delle peggiori multinazionali visti i mancati introiti fa pagare ai cittadini tramite i Comuni i cali di consumi. Una logica che non è accettabile in una società che deve tornare ad essere quella del risparmio e del buonsenso”.
Nella riunione dell’organismo provinciale che è la sede istituzionale decisionale (Ato 5) diversi Amministratori Locali si sono opposti a questa richiesta, chiedendo di mettere prima in discussione le politiche di questa S.p.A. quotata in borsa, così come anche la Cgil che si è , fino ad oggi, schierata contro gli aumenti. Lo stesso fa il Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it aderendo alla campagna “Per un’altra Hera”. Queste opposizioni hanno momentaneamente bloccato l’aumento richiesto. Ma la potente lobby politica che sostiene Hera si è messa subito in moto per riportare a piu’ miti consigli i Sindaci anti-aumento.
Venerdì prossimo si tornerà a riunire Ato 5 che dovrà prendere una decisione. L’incontro avverrà nella sede della Provincia in via Zamboni 13 ed anche il Movimento 5 Stelle con i consiglieri regionali Favia e Defranceschi saranno come al presidio. Pentol e webcam in mano.
(Gruppo consiglio regionale Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it)




