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Omicidio Gatti: trovati proiettili compatibili nella stanza del giovane iscritto nel registro degli indagati



Tra gli oggetti sequestrati nell’abitazione di M.M., 40 anni,  iscritto assieme al padre nel registro degli indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere (cartucce, scarpe e abiti) c’erano anche alcuni proiettili di piccolo calibro che potrebbero essere compatibili con le ferite sul corpo di Franco Gatti, 61 anni, rappresentante di Sassuolo, ucciso con due colpi di pistola e gettato nel pozzo di un casolare di Sant’Antonino di Casalgrande.Li avrebbero trovati i militari mentre setacciavano l’abitazione nella stanza di M.M..  Ora si dovrà attendere una perizia balistica. La pistola da cui sono partiti i due colpi mortali però non è ancora stata ritrovata.

Le accuse nei confronti del giovane sono di concorso in omicidio e occultamento di cadavere.  Dopo diversi interrogatori, infatti,  l’alibi di M.M. ha cominciato a vacillare. Ha sempre sostenuto di aver raggiunto il padre solo la sera del giorno in cui scomparse Gatti. L’alibi che lo voleva a Pavia mentre i tabulati indicherebbero che il suo cellulare era nel reggiano, e le discordanze sull’orario di uscita dall’autostrada, avevano già convinto gli inquirenti che il 40enne non era estraneo all’accaduto.