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Mercoledì 13 Novembre Giorgio Diritti ospite del cinema Boiardo di Scandiano

Giorgio-DirittiContinuano al cinema teatro Boiardo di Scandiano le occasioni interessanti per conoscere alcuni tra i registi più importanti della scena italiana, mercoledì 13 novembre alle ore 21 sarà in sala Giorgio Dirtitti per presentare il suo ultimo film dal titolo “Un giorno devi andare”. Dopo i saluti istituzionali, Daniele Gualdi, Presidente di ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione, introdurrà brevemente il film lasciando la parola poi a Diritti per una introduzione al suo ultimo lavoro. Dopo la visione del film ci sarà l’incontro con il regista, condotto dagli organizzatori dell’Ozu Film Festival, che sarà disponibile a rispondere anche a domande e curiosità del pubblico.

Regista, sceneggiatore e montator, Giorgio Diritti è nato a Bologna il 21 dicembre 1959. Come autore e regista dirige documentari, cortometraggi e programmi televisivi. In ambito cinematografico il suo primo cortometraggio, “Cappello da marinaio” (1990) è stato selezionato in concorso a numerosi festival internazionali, tra cui quello di Clermont-Ferrand. Nel 1993 ha realizzato “Quasi un anno”, film per la TV prodotto da Ipotesi Cinema e RAI 1. Il suo film d’esordio, “Il vento fa il suo giro” (2005), partecipa ad oltre 60 festival nazionali ed internazionali, vincendo una quarantina di premi. Riceve 5 candidature ai David di Donatello 2008 (fra cui Miglior film, Miglior regista esordiente, Miglior produttore e Migliore sceneggiatura) e 4 candidature ai Nastri D’argento 2008. Il film inoltre diventa un “caso nazionale”, restando in programmazione al Cinema Mexico di Milano per più di un anno e mezzo. Il suo secondo film, “L’uomo che verrà” (2009), viene presentato nella selezione ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma 2009, dove vince il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio D’argento, il Premio Marc’Aurelio D’oro del Pubblico e il Premio “La Meglio Gioventù”. Uscito poi in sala il 22 gennaio 2010 partecipa a molti festival italiani ed internazionali ricevendo numerosi riconoscimenti. Si aggiudica inoltre i Premi come Miglior film, Migliore produttore e Migliore suono di presa diretta ai David di Donatello 2010 e i Premi come Miglior produttore, Migliore scenografia e Miglior sonoro ai Nastri d’Argento 2010. Parallelamente all’attività cinematografica, documentaristica e audiovisiva, Giorgio Diritti lavora attivamente in ambito teatrale dove produce e dirige vari spettacoli, uno tra questi “Novelle fatte al piano” presentato per la prima volta nel 2010 a Roma in apertura della prima edizione del Festival di lettura per ragazzi “La Tribù dei lettori”. Lo spettacolo è creato associando, rimontando e giocando con immagini datate dagli anni Dieci agli anni Sessanta del Novecento per far rinascere l’universo terrestre ed extraterreste di Gianni Rodari, sotto forma di una drammaturgia ‘filmica’ e musicale. Tra il 2010 e il 2011 Diritti cura la regia de “Gli occhi gli alberi le foglie”, una riflessione teatrale e cinematografica sul senso dell’educazione e dell’insegnamento, presentato la prima volta in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Bologna. L’attenzione verso il cinema del reale e il legame con la città di Bologna caratterizzano nel tempo i lavori di Giorgio Diritti che nel 2012 realizza un documentario per il nuovo circuito di musei bolognesi Genus Bononiae nel quale svela, attraverso una passeggiata virtuale per le strade e tra la gente che anima Bologna, il patrimonio che ha resa famosa nei secoli la sua città.

 

“Un giorno devi andare” – trama

Dolorose vicende familiari spingono Augusta, una giovane donna italiana, a mettere in discussione le certezze su cui aveva costruito la sua esistenza. Su una piccola barca e nell’immensità della natura amazzonica inizia un viaggio accompagnando suor Franca, un’amica della madre, nella sua missione presso i villaggi indios, scoprendo anche in questa terra remota i tentativi di conquista da parte del mondo occidentale. Augusta decide così di proseguire il suo percorso lasciando suor Franca per andare a Manaus, dove vive in una favela.

Qui, nell’incontro con la gente semplice del luogo, torna a percepire la forza atavica dell’istinto di vita, intraprendendo il “suo” viaggio fino ad isolarsi nella foresta, accogliendo il dolore e riscoprendo l’amore, nel corpo e nell’anima. In una dimensione in cui la natura assume un senso profetico, scandisce nuovi tempi e stabilisce priorità essenziali, Augusta affronta l’avventura della ricerca di se stessa, incarnando la questione universale del senso dell’esistenza umana.

 

Dalle parole del regista capiamo la scelta dell’ambientazione del film e delle vicende in esso narrate: “Anni fa ho realizzato alcuni servizi televisivi e un documentario in Amazzonia. L’esperienza è stata molto coinvolgente per la spettacolare bellezza della natura, per il dilatarsi di tempi, per la semplicità e la gentilezza delle popolazioni, in uno scenario che naturalmente porta a percepire la forza primordiale della vita, a interrogarsi sul ruolo dell’uomo e a indagare il senso di un “oltre” l’esistenza stessa, pervasi da qualcosa che è “altro”, trascendente, tanto presente quanto impalpabile. Nell’occasione di quel viaggio, sono stati molti gli incontri con europei che hanno deciso di vivere la loro esistenza in quel territorio. In quell’ambiente dove si dilatano i tempi, dove la natura richiama forte il senso di precarietà della condizione umana rispetto alla vastità dell’universo, il pensiero sul chi siamo, da dove veniamo e cosa facciamo sulla terra, diventa naturalmente parte del quotidiano, soprattutto nei lunghi spostamenti sul fiume dove la sospensione sull’acqua diventa affine alla sospensione del pensiero. La contraddizione con l’Occidente, con il nostro concetto dominante di felicità, è forte: abbiamo conquistato molto, per certi versi abbiamo – possediamo – tutto, eppure non è così scontato essere appagati e saper condividere con gli altri non solo la quotidianità, ma anche la nostra interiorità, spesso assoggettata a ritmi di vita innaturali, dove l’esterno è fortemente invadente. E la crisi economico-sociale di oggi ci costringe a prendere atto che molti schemi sono saltati, che molte certezze si sono rivelate effimere. Mi interessava indagare anche quell’ambito in cui la storia di una singola persona – nel momento in cui affronta una crisi intima – può in realtà diventare un’occasione di messa in discussione e di ricerca, seppur dolorosa, per una nuova possibilità di vita, più affine, che le assomiglia di più, dunque più autentica. E in questo senso, la storia di uno è in realtà la vicenda umana di tutti, universale. Ho scelto un film al femminile perché alle donne appartengono innumerevoli risorse, e una naturale propensione a proteggere la vita, a reagire ed agire. Nelle donne c’è un senso istintivo verso lo sviluppo della relazione, la condivisione, i legami affettivi.”

Il costo del biglietto è di euro 4,00 non sarà possibile prenotare i posti, ma la biglietteria sarà aperta dalle ore 20.

Il prossimo e attesissimo appuntamento con l’autore è in programma per mercoledì 4 dicembre alle ore 21 dove Luigi Lo Cascio presenterà il suo ultimo film “La città ideale”.

 

Per informazioni Cinema Teatro Boiardo tel. 0522/854355 mail: cinemateatroboiardo@emiliaromagnateatro.com