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Fermato dalla Polizia di Stato di Reggio un cittadino pakistano gravemente indiziato di traffico internazionale di eroina

Mercoledì scorso 16 gennaio, nel corso di mirati servizi antidroga, personale della sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Reggio Emilia ha tratto in arresto un giovane cittadino pakistano sorpreso a detenere mezzo etto di eroina. Nel corso delle perquisizioni seguite all’arresto, all’interno di un alloggio ubicato a Campegine, è stato rintracciato un altro cittadino, S.K., nato in Pakistan, classe 1982, privo di documenti identificativi. L’uomo era monitorato dalla Squadra Mobile reggiana che lo riteneva il regista di un traffico internazionale di sostanza stupefacente tipo eroina avente, quale epicentro, la provincia di Reggio Emilia e, in particolare, la “bassa”.

I successivi approfondimenti volti ad accertare l’identità del soggetto, hanno fatto emergere a carico di S.K., numerosi indizi ritenuti gravi dalla Squadra Mobile, in ordine al reato di importazione in Italia di 18,850 kg, lordi, di sostanza stupefacente tipo eroina; lo stupefacente era stato sequestrato il 5 novembre 2018 dalla Squadra Mobile reggiana in Malpensa. La droga era occultata abilmente e “foderava” due grossi borsoni che erano stati imbarcati nella stiva da un corriere identificato in A.W., classe 1992, residente nella bassa reggiana, il quale veniva quindi tratto in arresto in flagranza di reato ed è attualmente detenuto per l’importazione dell’ingente quantitativo di stupefacente. Alla luce dei gravi indizi emersi a carico dello S. K., giovedì l’uomo veniva sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Emilia ed associato presso la casa circondariale di questo capoluogo.

Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, fatta propria dal GIP, lo S.K. era il soggetto che aveva mantenuto i contatti con il corriere e con il fornitore in Pakistan; l’intera organizzazione del viaggio, secondo l’ipotesi investigativa, era appannaggio del S.K.

Le indagini proseguono per verificare se vi siano altri soggetti coinvolti nell’importazione dello stupefacente, da un lato, e la filiera di smercio dello stupefacente acquistato, all’ingrosso, direttamente, in Pakistan, dall’altro. Lo stupefacente era infatti destinato interamente alla provincia di Reggio Emilia: tale dato è testimoniato dal domicilio del presunto organizzatore dell’importazione e del corriere, entrambi domiciliati nella bassa reggiana.