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La testimonianza di Piero Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz, davanti a mille studenti reggiani

Un viaggio nel passato, un passato che tende ancora ad allungare ombre sul futuro. Nella mattina di mercoledì 23 gennaio oltre mille studenti delle scuole superiori reggiane hanno assistito al teatro Valli alla testimonianza di Piero Terracina, oggi 90enne, uno degli ultimi sopravvissuti della comunità ebraica romana cancellata dai nazisti e dai fascisti nel 1944. Terracina è uno dei grandi volti della memoria della Shoah in Italia. È stato lui ad accompagnare la Nazionale di Calcio in visita ad Auschwitz-Birkenau alcuni anni fa, e il 24 gennaio sarà al Quirinale ospite del presidente Mattarella.

Mercoledì mattina ha parlato alle ragazze e ai ragazzi che fra poco più di venti giorni prenderanno parte al Viaggio della Memoria di Istoreco diretto proprio a Cracovia, in Polonia e ai campi di Auschwitz-Birkenau. La preparazione al viaggio prevede diversi momenti, fra cui un testimone diretto dell’Olocausto, come nel caso di Terracina.

Il suo nome può risuonare famigliare anche ai reggiani. Pochi mesi fa il Comune di Reggio ha regalato a tutti i neo-diciotteni un volume curato da Istoreco e incentrato sull’80esimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziali fasciste, che nel novembre 1938 avviarono le discriminazioni verso gli ebrei. Nel libretto, ci sono diversi estratti dai racconti di Terracina, unico superstite della sua famiglia e una delle ultime voci rimaste a ricordare quei fatti, figli delle leggi razziali promulgate 80 anni fa dallo stato italiano.

Ad accogliere Terracina, anche il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, intervenuto ricordando ai ragazzi il valore di testimonianze come questo e di esperienze come il Viaggio della Memoria, percorsi del passato utilissimi per affrontare l’oggi. Lo stesso Terracina – in dialogo con Matthias Durchfeld di Istoreco, ha toccato il tema, ricordando quasi in lacrime i tanti morti del Mediterraneo e citando le ultime 117 vittime di un incidente navale. Al termine, un lunghissimo applauso ed una lunghissima processione di ringraziamenti degli studenti.