Home Appennino Reggiano Il Comitato Salviamo le Cicogne in merito al punto nascita soppresso a...

Il Comitato Salviamo le Cicogne in merito al punto nascita soppresso a Castelnovo Monti

Nel merito del punto nascita soppresso, con reparto appena rimesso a nuovo ed organico che rispettava gli standard qualitativi richiesti, da completare solo con h24 pediatrico, si chiede un rapido ripristino del servizio al fine di tornare ad assistere correttamente tutte le fasi di gravidanza, parto e post parto delle donne di questo vasto territorio, oggi non gestite nell’ultima fase.

Come è stato da più voci chiarito, compreso da parte del CPNn, si tratta di riesaminare il parere di deroga valorizzando il vero motivo per il mantenimento in attività, a prescindere dal numero di parti: la difficile condizione orogeografica.

Si chiede quindi che la Regione riformuli la richiesta di deroga valorizzando questo aspetto soprattutto tramite la correzione dei tempi e delle distanze del territorio nel suo complesso e non solo dalle sedi comunali. Occorre inoltre informare correttamente il CPNn che il personale medico non è in prestito, come erroneamente riportato precedentemente, bensì appartenente alla unica AUSL di cui anche Sant’Anna fa parte, quindi con carichi di attività superiori ai 2500 parti annui.

Nel mentre, anche in virtù della attesa revisione delle politiche di assistenza al parto attraverso il prossimo Patto per la Salute, si chiede la riapertura del Punto Nascita in virtù della piena potestà regionale di tale decisione (il parere ministeriale è solo un atto consultivo di indirizzo) e l’avvio di una progettualità condivisa fra Regione e Ministero per sperimentare nel prossimo futuro nuove forme di presidio del servizio, adeguandolo alle esigenze sanitarie delle aree interne:

  • sostenibile con i bassi numeri di partorienti e con la scarsità del personale medico specializzato,
  • valido e sicuro nell’assistere i parti a decorso naturale a bassa medicalizzazione,
  • ma anche capace di pronta reazione in caso di emergenza con l’attivazione di una equipe specialistica di rapido intervento, di stanza su un Hub regionale ma trasferibile in venti minuti sui PN di tutto il crinale emiliano a bordo di elisoccorso (utile anche per effettuare il trasporto neonatale d’emergenza STEN).