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Nucleare: Coldiretti, seguire la Francia su biocarburanti

“Seguire da subito l’esempio della Francia che è leader in Europa nella produzione di biocarburanti ottenuti dalle coltivazioni agricole può contribuire ad affrontare in modo strutturale il problema energetico e a rispettare il protocollo di Kyoto”. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alle discussioni emerse sull’utilizzo del nucleare dal vertice tra i premier di Italia e Francia, Berlusconi e Raffarin.

Coldiretti sottolinea che l’obiettivo dei cugini d’oltralpe è di triplicare la capacità di produzione dei biocarburanti, già molto più elevata di quella italiana, per raggiungere nel 2007 una superficie coltivata di un milione di ettari (cento volte superiore ai circa diecimila ettari coltivati attualmente in Italia). “Un traguardo – precisa la Coldiretti – da raggiungere attraverso decisioni di natura fiscale, energetica e industriale con agevolazioni, costruzione di nuovi impianti con una capacità ciascuno di 200.000 tonnellate e soprattutto con l’incorporazione dei biocarburanti in una percentuale del 2% nei carburanti francesi. Si tratta di una strada che l’Italia deve percorrere con più decisione, nonostante i positivi impegni contenuti in Finanziaria che prevedono un contingente triennale di defiscalizzazione sul bioetanolo (219 Milioni di Euro). Una misura da realizzare sulla base di un progetto di utilizzazione dei prodotti agricoli nazionali che va accompagnato con la messa a punto di un programma di alimentazione delle autovetture con miscele di biocarburanti che preveda la realizzazione di isole ecologiche di distribuzione dell'”energia verde” nelle città dove si registrano i maggiori problemi di inquinamento”.

“Si potrebbe partire dal parco veicoli delle aziende pubbliche e – continua la Coldiretti – creare incentivi non solo per i fabbricanti di veicoli, ma anche per i consumatori che scelgono di usare carburanti alternativi attraverso stabili politiche di defiscalizzazione. I biocarburanti come l’etanolo e il biodiesel sono ottenuti a partire dai cereali o dalle barbabietole e dalla colza o dal girasole, che vengono aggiunti alla benzina o al diesel e consentono – conclude la Coldiretti – una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 70% in media, contribuendo in tal modo all’impegno per limitare l’inquinamento atmosferico anche alla luce del rispetto del protocollo di Kyoto”.