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Bologna: ritrovamento resti umani, domani esame Dna

Prima una tibia con caviglia e piede, poi, dopo ore di ricerche, una coscia. I resti dei due arti inferiori, di una donna – di carnagione bianca, giovane e non molto alta – per ora sconosciuta, sono stati scoperti ieri sera in un sito per il trattamento dei rifiuti a Voltana, nei pressi di Lugo (Ravenna). Oggi parte di una gamba della stessa persona e’ stata ritrovata durante le ricerche disposte in un altro impianto dello stesso tipo nella vicina Mordano, nell’ imolese, a circa 40 chilometri da Bologna.


Proprio dal capoluogo emiliano, secondo la multiutility Hera che gestisce la raccolta dei rifiuti, potrebbero essere arrivati i resti gettati in un cassonetto e poi finiti nella catena di smistamento che comprende i siti delle due localita’. Gli accertamenti, condotti dai carabinieri e coordinati – dopo la prima segnalazione – dal Pm di Ravenna Gianluca Chiapponi, hanno coinvolto dopo poche ore la Procura di Bologna, dove il sostituto procuratore Valter Giovannini ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio.


Domani al Deposito osservazione salme (Dos) del cimitero di Bologna sono in programma i primi esami sui resti per accertare con buona approssimazione la data del decesso, che dovrebbe comunque essere molto recente, e le modalita’ con le quali sono stati recisi i pezzi di arti. Se ne occuperanno i medici legali Corrado Cipolla d’Abruzzo e Anna Vercelli, mentre la prof. Susi Pelotti, responsabile del laboratorio di Genetica forense della sezione di Medicina legale dell’Universita’, fara’ l’esame del Dna per l’eventuale futura identificazione del cadavere. All’esame saranno presenti il magistrato e il colonnello Mario Tricarico, comandante del Reparto operativo dei carabinieri, incaricato delle indagini.


Gli investigatori sono arrivati all’impianto di Mordano seguendo a ritroso il percorso dei rifiuti, la cui raccolta e’ gestita da Hera: prima di arrivare in Romagna, i rifiuti raccolti a Bologna sono infatti transitati proprio per Mordano, nell’impianto gestito dalla Akron, una controllata di Hera. Li’ gli investigatori, con la collaborazione dell’azienda, hanno isolato circa 30 tonnellate di materiali, risultato della raccolta fatta nel fine settimana: la speranza – confermata dall’ultimo ritrovamento – e’ quella di recuperare qualche altro frammento del cadavere e qualche elemento utile alla sua identificazione.


Intanto alcuni fogli e carte, che potrebbero fornire qualche informazione sulla donna, sono stati recuperati dai militari nel deposito di Lugo, che come quello di Mordano si occupa di selezionare e dividere i rifiuti provenienti dai cassonetti ‘gialli’, quelli cioe’ che contengono carta, legno, plastica e materiale ferroso. Qui i rifiuti vengono sistemati su un nastro trasportatore, e il personale li divide poi manualmente per tipologia; dopo questa operazione, i rifiuti vengono pressati e avviati alla filiera del riciclaggio.