Home Bologna Cofferati da Fabio Fazio: ‘sono sempre quello di prima’

Cofferati da Fabio Fazio: ‘sono sempre quello di prima’

Cofferati e’ impazzito? ”Io mi sento sempre quello di prima, poi sono gli altri che devono giudicare”: ospite su Raitre del programma ”Che tempo fa”, il sindaco di Bologna ha risposto cosi’ alla domanda del conduttore Fabio Fazio che lo ha intervistato sulle polemiche scatenate dalla battaglia per la legalita’ che ha intrapreso con gli sgomberi delle baracche e il pugno di ferro contro i lavavetri.


Una domanda che Fazio gli ha posto con un qualche imbarazzo: ma e’ cio’ ”che in tanti si chiedono”, si e’ scusato il conduttore riferendosi agli attacchi della sinistra radicale che nel sindaco di Bologna non riconosce piu’ lo stesso leader che da segretario della Cgil porto’ in piazza tre milioni di persone. ”Faccio esattamente la stessa cosa perche’ quei tre milioni in piazza ci sono andati per difendere l’articolo 18 che e’ una legge dello Stato”, ha sottolineato Cofferati, secondo il quale ”e’ immorale” mettere in discussione la legge non pagando il prezzo dell’ atto compiuto. ”Se ci si interroga con tanta passione vuol dire che il tema esiste – ha detto il sindaco – e sarebbe un errore per la sinistra non affrontarlo, e anche per la destra”. La battaglia per la legalita’ – ha ribadito infatti Cofferati, che ha sottolineato di aver ereditato ”una brutta situazione” dalla amministrazione precedente – serve a proteggere chi ha bisogno, a tutelare ”le famiglie povere che sono in graduatoria per avere una casa e invece viene occupata da qualcuno che non ne ha titolo”.


Il sindaco di Bologna ha spiegato che molti degli immigrati sgomberati dalle baracche sul Lungoreno (un intervento deciso ”per garantire la loro incolumita”’) sono clandestini ”con reati alle spalle” e che per questo sono stati allontanati, mentre le donne sono state solo identificate. Incalzato da Fazio, Cofferati ha criticato la Bossi-Fini (”una brutta legge”), ma ha distinto fra i clandestini che hanno intenzioni positive e quelli con ”intenzioni volte al male”: ”Non e’ giusto fingere che siano tutti uguali”.


Il ‘caso Bologna’ – ha chiesto ancora Fazio – dimostra che dentro la sinistra c’ e’ qualcosa di inconciliabile? No e’ un situazione solo locale, ha risposto Cofferati che in questa sua battaglia sente di avere l’appoggio della gente: ”Ho molto consenso fra i cittadini, vorrei anche quello dei partiti”.