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Reggio E.: nuove norme per tutela patrimonio edilizio storico



Saranno fissate specifiche modalità d’intervento e di recupero per gli edifici con potenziale valore storico costruiti prima del 1945 – Per ottenere l’eventuale consenso alla demolizione sarà necessario un supplemento di indagine che documenti la mancanza d’interesse o di valore storico, architettonico e testimoniale nonché di importanti elementi architettonici e decorativi.

Saranno fissate specifiche modalità d’intervento e di recupero per gli edifici con potenziale valore storico costruiti prima del 1945 – Per ottenere l’eventuale consenso alla demolizione sarà necessario un supplemento di indagine che documenti la mancanza d’interesse o di valore storico, architettonico e testimoniale nonché di importanti elementi architettonici e decorativi.

La norma di tutela che sarà introdotta individua criteri che limitano, in particolare, le azioni più drastiche e irreversibili, per la perdita di elementi che caratterizzano il paesaggio, e riguarderà gli edifici con potenziale valore storico, ovvero costruiti prima del 1945. Per ottenere l’eventuale consenso alla demolizione sarà necessario documentare la mancanza d’interesse o di valore storico, architettonico e testimoniale nonché di importanti elementi architettonici e decorativi. Il supplemento d’indagine non solo consentirà alla Commissione edilizia e ai tecnici dell’assessorato all’Urbanistica di essere più informati rispetto al parere che devono formulare, ma renderà più consapevoli gli stessi operatori rispetto al valore intrinseco dell’immobile e potrà forse suggerire alternative progettuali. Gli obiettivi assunti dal Comune sono in linea con i princìpi della Convenzione Europea del Paesaggio (sottoscritta nel 2002, a Firenze, dagli Stati membri del Consiglio di Europa), secondo la quale il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all’attività economica, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato.

Tecnicamente, l’esito del lavoro consisterà nell’individuare e mappare:
• gli assetti e le infrastrutture, anche del territorio extra-urbano, che costituiscono elementi riconoscibili dell’organizzazione storica del territorio, attraverso l’analisi della documentazione storica, cartografica e non; potranno rendersi necessari sopraluoghi per accertare situazioni poco chiare e per verificare il grado di aggiornamento delle carte di base;
• le aree di interesse archeologico, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna;
• i singoli edifici di interesse storico-architettonico e di pregio storico-culturale e testimoniale e le relative aree di pertinenza, sia in territorio urbano che extra-urbano, distinguendo quelli che sono attualmente vincolati dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio.

Di ciascun edificio sarà creata una scheda descrittiva che illustra sia i motivi di interesse, sia le attuali condizioni di uso e di conservazione (in caso di vincolo anche il relativo decreto). Si otterrà così un database sempre aggiornabile, in base al quale sarà possibile individuare gli agglomerati, i nuclei non urbani di rilevante interesse storico, gli insediamenti, le infrastrutture e gli edifici di valore storico-architettonico la cui disciplina verrà stabilita dal Piano Strategico della Città (Psc) o, eventualmente, dal Piano Operativo Comunale (Poc).

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