Al via domani la Settimana di Prevenzione Andrologica






    Giunta alla sua 5a edizione, la Settimana della Prevenzione Andrologica, promossa dalla SIA – Società Italiana di Andrologia, si rivolge alla popolazione maschile italiana, proponendo 6 giorni di visite andrologiche gratuite – da domani al 26 novembre – con lo scopo di sensibilizzare la stessa verso una maggior cura e attenzione della propria salute, in particolar modo verso le problematiche dell’apparato riproduttivo e sessuale, favorendo il contatto diretto con il medico esperto nel settore, vale a dire l’andrologo.

    In questa edizione sono 150 i centri specializzati distribuiti sull’intero territorio nazionale che hanno aderito al progetto. Visitando il sito Andrologia Italiana sarà possibile individuare il centro più vicino al proprio domicilio.

    In Emilia Romagna le visite potranno essere prenotate telefonicamente già a partire da domani presso:
    Ferrara, Arciospedale S. Anna, U.O. Urologia, Dott. G. Ughi, Tel. 0532 236285/78
    Lugo (RA), Ospedale Civile, U.O. Urologia, Dott. V. Tellerini – Dott. S. Zaganelli, Tel. 0545 214496
    Modena, Hesperia Hospital, Dott. E.S. Pescatori – Dott. B. Drei, Tel. 059 449191
    Modena, Studio Medico, Dott. M. Bianchi, Tel. 059 392441
    Parma, A.O. di Parma, U.O. Urologia, Dott. F. Poletti – A. Barbieri, Tel. 0521 702263
    Parma, Policlinico Universitario, Dip. Medicina Interna, Dott. R. Volpi, Tel. 0521 033270
    Piacenza, Studio Medico, Dott. A. Speroni, Tel. 0523 713398
    Reggio Emilia, S. Maria Nuova, Dott. S. Leoni – F. Martino, Tel. 0522 296442
    Suzzara (MN), Ospedale Nuovo Montecchi, Dott. G. Ferrari – Dott. N. Ghidini, Tel. 0376 517510
    Bologna, Studio Medico, Dott.ssa P. Orciari, Tel. 051 223393

    “Le precedenti quattro edizioni della Settimana della Prevenzione Andrologica, che hanno visto coinvolti complessivamente 204 centri, 300 specialisti e circa 20.000 pazienti – ha dichiarato il Professor Vincenzo Gentile, Presidente SIA – hanno fatto diagnosticare molte patologie congenite o acquisite dell’apparato genitale maschile fino a quel momento mai diagnosticate in quei soggetti.
    Non bisogna dimenticare, poi, – continua Gentile – che i disturbi andrologici possono anche essere l’indicatore di una serie di patologie organiche quali flogosi, diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, insufficienza renale, depressione ed altro ancora. E’, quindi, importante sostenere una seria e strutturata attività informativa e preventiva, portando l’universo maschile alla consapevolezza di dover affrontare quei problemi che limitano il benessere dell’individuo e della coppia, attraverso la consultazione di specialisti in grado di indicare la strada giusta per risolverli.”

    Quest’anno la Settimana della Prevenzione Andrologica assume una valenza ancor più significativa se si pensa che, con l’abolizione del servizio di leva obbligatorio e la relativa visita medica, è venuto meno anche il primo screening utile all’individuazione di eventuali patologie dell’apparato riproduttivo, che se trascurate possono avere conseguenze anche severe.
    A fronte di questo, sono sufficienti i dati delle prime 4 edizioni della Settimana della Prevenzione Andologica (2001 – 2004) che hanno visto il coinvolgimento di oltre 20.000 maschi tra i 20 e i 70 anni di età.

    Nel 5,6% % degli uomini con meno di 40 anni è stata riscontrata un’anomalia del volume dei testicoli, nel 4,3 % un’irregolarità di “posizione” – come il testicolo ritenuto – e nel 5,6 % di “consistenza”: questo valore, se riferito alla “riduzione” di consistenza indirizza verso una diagnosi di deficit ormonale o a un problema circolatorio, se riferito a un “aumento” deve far pensare a una forma tumorale.

    Nel 28,2% del campione, poi, è stato riscontrato un varicocele (dilatazione abnorme delle vene che drenano il sangue refluo del testicolo), problema facilmente risolvibile con un intervento chirurgico mininvasivo, ma che se trascurato può causare infertilità.

    L’infertilità è un problema che riguarda oggi il 20-30% delle coppie italiane in età fertile e nel 40% dei casi è da ricondurre al fattore maschile. Si tratta di patologie che in gran parte possono essere prevenute con visite andrologiche compiute nella prima infanzia o nell’adolescenza e con la trasmissione di alcune semplici nozioni comportamentali, o risolte con un corretto approccio diagnostico e terapeutico.









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