Le studentesse dell’università di Bologna ci pensano il giorno dopo. Stiamo parlando di anticoncezionali, e del dato che emerge dal sondaggio de La Stefani, condotto su 558 studenti dell’Alma Mater (250 maschi e 308 femmine) di età compresa tra i 19 e i 30 anni.


Una volta escluso dal sondaggio quell’11% di giovani (12% tra le ragazze, 10.8% tra i ragazzi) che ha dichiarato di essere ancora vergine, è emerso che una ragazza su quattro (26%) ha utilizzato la pillola del giorno dopo per scongiurare il rischio di una gravidanza indesiderata. Solo 11 delle studentesse intervistate hanno invece abortito. In tema di anticoncezionali il preservativo è di gran lunga il più usato (50.9% tra le ragazze, 69% tra i ragazzi), al secondo posto la pillola e al terzo un sorprendente “nessuno”, che se sommato al coito interrotto ci dà un 15% di giovani che non usa praticamente alcuna vera precauzione.

Ma il sondaggio indagava anche altre sfere della vita sessuale degli universitari, come l’età della prima volta, il numero dei partner, il grado di soddisfazione, le fantasie e le esperienze omosessuali, oltre alla propensione ai rapporti non protetti con partner occasionali e ai test di verifica sui possibili contagi da malattie sessualmente trasmissibili.
Le donne si sono rivelate più propense a fantasticare sessualmente sul loro stesso genere, ben quattro su dieci (39.5%) rispetto al 13.7% dei maschi. Gli uomini però si sono dichiarati più concreti: quasi la metà di quelli che hanno avuto fantasie omosessuali le ha poi realizzate, mentre solo una ragazza su quattro ha trasformato i suoi pensieri in esperienze reali.

Riguardo ai rapporti cosiddetti “a rischio” emergono due dati di segno opposto. Il primo, rassicurante, è che solo uno studente su quattro ha avuto rapporti non protetti con partner occasionali (il 24.7% delle ragazze e il 27.7% dei ragazzi). Il secondo, preoccupante, è che di questi quasi la metà non si è mai preoccupata di verificare il proprio stato di salute con i test dell’HIV e/o dell’epatite. Su questo punto gli uomini hanno superato le donne in quanto a responsabilità. Tuttavia solo il 19% dei maschi e l’11% delle femmine si sono sottoposti ai controlli sulla sieropositività. Leggermente più alto il dato relativo all’epatite.

L’età della prima volta sostanzialmente coincide tra maschi e femmine e si colloca tra i 17 e i 18 anni (49% per i primi, 44.2% per le seconde). La maggior parte degli studenti ha avuto rapporti sessuali con un numero di partner compreso tra 2 e 5 (il 54.8% dei maschi, il 53.1% delle femmine). Agli estremi però i numeri divergono, a seconda del genere. Il dato relativo a chi ha avuto un solo partner sessuale infatti ci mostra come siano prevalentemente le ragazze a fare questo tipo di scelta (25.8% contro il 13.3% dei maschi), mentre i ragazzi che dichiarano dieci o più partner sono percentualmente il triplo rispetto alle compagne di banco (16.1% contro 5.6%).

Questi numeri “confermano” in qualche misura quelli relativi alla fedeltà, nel senso che le donne che si sono dichiarate fedeli sono il 64.4% contro il 54.2% dei maschi.
Le valutazioni sul grado di soddisfazione nella propria vita sessuale sembrano mostrare che gli universitari dell’ateneo felsineo sanno convivere bene con le loro scelte: la maggior parte si dice soddisfatta (53% dei maschi e 50.1% delle femmine) o pienamente soddisfatta (20.9% tra i maschi, 29.2% tra le femmine). Simili i dati degli insoddisfatti e degli appena soddisfatti: in entrambi i casi si tratta di circa uno studente su dieci. Nel primo caso ci riferiamo al 12.5% tra i maschi e al 10.8% delle femmine, nel secondo rispettivamente al 13.5 e 9.7%.