Oltre 1200 gli artigiani e i piccoli imprenditori che questa mattina hanno affollato il Teatro Manzoni di Bologna per partecipare alla manifestazione indetta dalla CNA per presentare ai parlamentari emiliano romagnoli e ai rappresentanti delle istituzioni locali, le richieste di modifica alla manovra economica in discussione al Parlamento.


“Sosteniamo il cuore che batte dell’Italia” è stato lo slogan dell’iniziativa (la prima delle sei che si terranno a livello nazionale; dopo Bologna seguiranno, infatti, Palermo, Firenze, Bari, Cagliari e Milano) con la quale la CNA chiede di riconoscere il valore dell’artigianato, della piccola e media impresa e del lavoro autonomo. Per questo, nel momento in cui il Senato si appresta a votare la legge finanziaria 2007, la CNA ha lanciato un nuovo appello al Governo e a tutte le forze politiche.



“Oltre 4 milioni di piccole imprese, con 13 milioni di addetti, creano lavoro, coesione sociale e qualità della vita nel Paese, contribuendo per il 40% all’export italiano e per il 70% alla creazione della ricchezza nazionale – sottolinea il presidente regionale di CNA Emilia Romagna, Quinto Galassi – di queste oltre 450mila nella nostra regione (147mila artigiane). Alla CNA sono associate in regione 72mila imprese e 132mila imprenditori, cui si aggiungono 53mila artigiani pensionati. Le nostre imprese lavorano per il Paese; ecco perché se le sosteniamo, si sostiene il cuore che batte dell’Italia. E’ questo l’invito che lanciamo ancora una volta oggi, per modificare una Finanziaria che, nonostante alcuni aggiustamenti e alcuni passi avanti compiuti grazie al nostro impegno, come quelli su Tfr e apprendistato, risulta ancora penalizzante. Non a caso ci stiamo battendo per ottenere altri risultati importanti come l’estensione degli sgravi sul cuneo fiscale anche alle imprese più piccole, per ora escluse dai benefici; la riduzione delle tariffe Inail per l’artigianato: la nostra proposta è uno sconto di 100 milioni di euro sui premi previsti per il prossimo anno e di 300 milioni per il 2008 e 2009. Infine, un accordo sugli studi di settore per evitare automatismi che non considerano le caratteristiche dei diversi comparti in cui operano le piccole imprese”.



La manovra economica continua a non soddisfare la CNA come ha ribadito il segretario generale Gian Carlo Sangalli, in quanto “ si basa ancora troppo sui sacrifici richiesti quasi esclusivamente ad artigiani e commercianti e sui contributi previdenziali pagati da loro e da tutti i lavoratori autonomi. Quello che chiediamo è che si abbandoni qualsiasi forma di salasso in cambio di una tassazione compatibile con le reali possibilità delle pmi. Noi non ci rassegnamo al declino dell’Italia e quindi ci pare incomprensibile che dopo una manovra di tanti sacrifici, il Governo preveda per il 2007 una crescita del pil di 1,5 – 1,7%, cioè la meta di quanto si attende la Spagna, al di sotto delle previsioni di quasi tutti i paesi europei. Il Governo deve dirci dove andiamo, qual è l’obiettivo. Possiamo accettare di pagare di più, ma avendo chiaro per cosa. La Finanziaria prevede 29 miliardi di euro di maggiori entrate: non è chiaro dove questi soldi andranno a finire, tant’è che Comuni e Regioni si apprestano ad aumentare il carico fiscale a livello locale per minori trasferimenti da parte dello Stato. Per far riprendere la corsa alla competitività del sistema Italia occorrono investimenti; viste le scarse risorse dedicate alla crescita, questo obiettivo appare lontano. Ecco perchè chiediamo di correggere il provvedimento, intervenendo di più per l’innovazione tecnologica, la ricerca, la formazione, per le reti di impresa e chiediamo anche la costituzione di un Fondo di garanzia che sappia sostenere le imprese che perdono Tfr, con particolare riguardo alle pmi, dovendo subire ulteriori oneri finanziari per il credito richiesto alle banche”.



Queste le proposte presentate ai parlamentari ed amministratori presenti alla manifestazione, che oltre agli interventi del presidente della CNA dell’Emilia Romagna, Quinto Galassi e del segretario generale della CNA, Gian Carlo Sangalli ha visto il saluto del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, il quale ha ribadito come sia indispensabile risanare i conti , ma senza procedere per approssimazione, attivando compatibilmente insieme, risanamento e sviluppo. “Rimettere a posto i conti pubblici è necessario, ma questo – ha sottolineato Cofferati – impone anche agli Enti locali di passare attraverso la cruna dell’ago. A Bologna, ad esempio, rispetto ad un anno fa mancheranno 26 milioni di euro”.