Nascose il cadavere di un clandestino che aveva impiegato abusivamente. E’ questo il reato ipotizzato dal pm di Bologna Gestri a carico di un pizzaiolo egiziano. Il magistrato ha inviato all’uomo un avviso di fine indagine, che solitamente prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio.
Le indagini, infatti, hanno messo in luce che l’uomo lavorava in nero almeno dall’inizio dell’anno nella pizzeria dell’egiziano.
L’ipotesi degli inquirenti è che Abdeljalil Bani, marocchino di 30 anni, ucciso da una grave patologia renale, sia morto nella pizzeria in via Amendola (dove forse anche dormiva), e che il titolare, temendo che la morte rivelasse che impiegava un clandestino, abbia cercato di celarne, per quanto malamente, il corpo.
Il corpo di Bani, infatti, fu trovato lo scorso 1 maggio, nascosto in due buste dell’immondizia, fra due cassonetti della spazzatura in via Modigliani, a Casalecchio di Reno. L’egiziano si è sempre professato innocente, ma secondo l’accusa ad incastrarlo c’è l’impronta della sua scarpa su uno dei sacchetti, i tabulati del suo telefonino che lo collocano il 1 maggio a Casalecchio di Reno e l’erba trovata sul corpo del marocchino compatibili con quella trovate nel furgoncino dell’egiziano, titolare anche di una ditta di giardinaggio.




