I pazienti con problemi cardiovascolari sottoposti a terapia anticoagulante orale (TAO) necessitano di esami sistematici del sangue con relative prescrizioni terapeutiche che, fino ad ora, grazie ad un “servizio gratuito”, venivano inviate allo stesso paziente in tempo reale, via fax, a domicilio o ad altro recapito concordato.
Lo afferma in un’interrogazione il consigliere regionale di fi Ubaldo Salomoni, evidenziando che nei giorni scorsi sarebbe stata recapitata al Dipartimento Medicina – Servizio di cardiologia, Presidio ospedaliero di Porretta Terme e Vergato una lettera indirizzata ai pazienti, con cui si comunica la “cessazione del servizio a titolo gratuito dal primo di gennaio 2007” e si informa che “se i pazienti vorranno continuare a ricevere via fax le prescrizioni terapeutiche dovranno iscriversi all’Associazione onlus A.I.P.A.”, effettuando un versamento di 35 euro.
Salomoni, a questo proposito, ricorda che “il servizio di invio tramite fax delle prescrizioni terapeutiche è parte integrante della cura e che riceverla è un diritto del paziente”, che “obbligare i pazienti”, moltissimi dei quali non autonomi negli spostamenti e residenti a distanze notevoli, “a recarsi presso i presidi ospedalieri per ritirare le prescrizioni equivale, nella sostanza, all’interruzione surrettizia di ‘pubblico servizio e della cura’” e che il metodo della scelta nell’affidare questo servizio, e la conseguente sponsorizzazione da parte dell’Ausl di una Associazione, potrebbe dare adito ad “irregolarità” sul piano delle “regole sulla concorrenza tra soggetti abilitati” a svolgere simili servizi.
Il consigliere chiede quindi alla Giunta regionale se questa decisione sia stata definita con il consenso dell’Assessorato di riferimento e se sia estesa all’intero territorio regionale, quale sia la convenzione che regola i rapporti tra Ausl e Associazione, quali procedure siano state attivate per giungere a questo incarico, se corrisponda al vero che il paziente ha l’obbligo di ritirare comunque referti e prescrizioni inviati in cartaceo dalla Ausl al Comune di residenza (pena il pagamento di un’ammenda pecuniaria), anche se gli stessi gli sono già stati inviati tramite fax, e se non consideri che questo obbligo vanifichi in gran parte il vantaggio della trasmissione in tempo reale, comportando spese inutili per il servizio sanitario.
Salomoni domanda infine di ricevere copia della Convenzione in essere con l’Associazione A.I.PA. e degli atti di affidamento del servizio.



