L’esplosione della palazzina di San Benedetto del Querceto, avvenuta il 23 dicembre a causa di un guasto con fuoriuscita di gas, che ha provocato la morte di cinque persone, è al centro di un’interrogazione del consigliere regionale di AN Alberto Vecchi, in cui si ricorda che negli ultimi cinque anni, nel “medesimo tratto”, si sarebbero verificate almeno altre due “fughe di gas”.
Vecchi riporta inoltre che già dalle 7.30 della mattina della “tragedia”, sulla base delle dichiarazioni apparse sulla stampa, l’intera frazione di San Benedetto del Querceto sarebbe stata immersa in “una nuvola di gas”, tanto che numerosi residenti avrebbero allertato i Carabinieri di Monterenzio ed il numero verde di Hera.
Tuttavia – prosegue l’esponente di an – la prima squadra di tecnici di Hera sarebbe giunta sul posto solo alle 9.00, “dichiarandosi tra l’altro non abilitata a risolvere il problema”, ed avrebbe di conseguenza chiamato “immediatamente” una seconda squadra “specialista e competente”, che sarebbe però giunta dopo l’esplosione, con il risultato che la conduttura sarebbe stata chiusa cinque ore dopo la prima chiamata di emergenza, mentre nessuno avrebbe dato la disposizione di “staccare” la corrente elettrica.
Vecchi chiede quindi alla Giunta regionale se corrisponda al vero che le segnalazioni di guasto del mattino non sarebbero state interpretate con la dovuta urgenza ed importanza e che negli ultimi due anni si sarebbero verificati altri guasti analoghi, come sia organizzata Hera per quanto riguarda la manutenzione, i controlli e la messa in sicurezza dei cittadini in caso di fughe di gas e se non si ritenga opportuno, alla luce di questa “tragedia” e delle difficoltà di controllo e manutenzione della rete di distribuzione del gas in territorio montano, chiedere ad Hera di ripristinare con urgenza il presidio tecnico di Loiano e rivalutare la chiusura del presidio di Castglione dei Pepoli.



