“L’Emilia-Romagna costituisce uno snodo cruciale per i principali corridoi di transito europei in direzione nord sud ed est ovest. In Emilia si produce il 9% del Pil nazionale e il 13% dell’export e il 40% delle merci italiane passano sul nostro territorio”.
“Ebbene, nonostante questi numeri – afferma il presidente di Confindustria Modena Vittorio Fini – siamo tra le regioni con la minor dotazione infrastrutturale del Nord. Il ritardo accumulato in materia di mobilità, logistica e infrastrutture è davvero drammatico e non è più sostenibile per un territorio ricco di imprese che devono competere sullo scenario internazionale.
E’ giunto il momento di una cura d’urto. Occorre, come ha affermato Emma Marcegaglia al convegno di ieri a Bologna sul tema dei trasporti e della logistica, un piano per la revisione delle regole in base alle quali oggi si realizzano le infrastrutture.
Bisogna mettere attorno a un tavolo imprenditori, istituzioni, mondo finanziario per rivedere il sistema attuale dei bandi, delle concessioni, delle conferenze dei servizi.
Anche noi abbiamo il diritto di poter contare su infrastrutture realizzate in tempi europei e non biblici. Perciò dobbiamo incidere su regole, tempi di attuazione e risorse finanziarie.
Sulla carta le grandi priorità sono gia tutte individuate. Ed è giunto anche il momento di superare le logiche di campanile. Modena, per esempio, è il fulcro della direttrice Nord, ma stiamo ancora aspettando la bretella Campogalliano-Sassuolo e lo scalo merci di Marzaglia.
Senza queste infrastrutture ci giochiamo lo sviluppo dei prossimi vent’anni. Per questo dobbiamo dare corso a una nuova strategia che chiami a raccolta tutti i protagonisti dell’economia, dalle imprese, alle istituzioni alle banche”.



