Molti produttori di latte da Parmigiano-Reggiano hanno un prezzo alla produzione inferiore ai costi: una situazione sempre più insostenibile per le imprese agricole del nostro territorio.
A lanciare l’allarme è Confcooperative Modena che, per rilanciare la competitività del settore lattiero-caseario, chiede che si tenga maggior conto dell’importanza che la produzione del Parmigiano-Reggiano riveste per il territorio, l’ambiente e l’economia modenesi, oltre che per l’intero comparto agroalimentare nazionale.
«Il 2008 si è aperto all’insegna di un calo delle quotazioni all’origine – ricorda Giordano toni, presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Modena – Toccato nell’ottobre scorso il picco di 8,39 euro/kg (largamente al di sotto dei 9,36 euro del gennaio 2004), per il “re dei formaggi” si è avviata una fase di flessione delle quotazioni che in febbraio ha fatto toccare una media di 7,95 euro/kg. Troppo poco per remunerare il duro lavoro degli agricoltori, che si son trovati nel 2007 un aumento dei costi superiore al 10 per cento. Il calo del prezzo alla produzione è ancor più beffardo se confrontato con l’andamento del prezzo al consumo che, invece, è cresciuto di diversi punti percentuali in negli ultimi anni».
In questa difficile fase congiunturale Confcooperative Modena chiede maggiore trasparenza alle dinamiche dei costi e dei conseguenti prezzi. Il rischio, infatti, è di un reale impoverimento della filiera e, conseguentemente, del nostro territorio.
«Oggi questo settore è in crisi perché – spiega Toni – mentre i prodotti sono remunerati al prezzo di oltre dieci anni fa, sono aumentati nel frattempo tutti i costi (mezzi di produzione e tecnici, cereali, servizi, energia elettrica, gasolio, ecc). Di conseguenza la remunerazione alla produzione è, nella maggioranza dei casi, non sufficiente a coprire i costi sostenuti dalle imprese agricole che producono il latte e dalle cooperative (i caseifici) che lo trasformano in formaggio. Questo accade nonostante i produttori abbiano sempre continuato a investire per mantenere alto il livello qualitativo del prodotto».
Per queste ragioni Confcoooperative Modena sollecita la massima attenzione verso la crisi del comparto e l’accelerazione di ogni possibile percorso che possa portare ad adeguate soluzioni, le quali passano sia attraverso rapporti più equilibrati con la distribuzione organizzata, sia attraverso il rafforzamento di canali commerciali complementari.
«È giunta l’ora delle scelte chiare e di fare davvero sistema se vogliamo tutelare le nostre produzioni, salvaguardando il territorio. Non dimentichiamo, infatti, che quando parliamo di agricoltura e della sua valorizzazione difendiamo interessi che vanno al di là di quelli dei singoli agricoltori e che riguardano l’intera comunità modenese e il suo territorio. Per questo invitiamo i consumatori a dare un primo tangibile segnale di sostegno al settore andando ad acquistare il formaggio nelle cooperative produttrici. Un sistema – conclude il presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Modena – che fa risparmiare i consumatori e remunerare meglio i produttori».



