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Come sta il cuore dei modenesi?

Lo sapremo da un’indagine partita in questi giorni: 660 persone residenti nella città di Modena saranno invitate nelle prossime settimane a recarsi presso l’ex Ospedale Estense per essere sottoposte ad alcuni esami strumentali e di laboratorio. Si tratta dell’edizione 2008 dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare, coordinato, nell’ambito del “Progetto Cuore”, dall’Istituto Superiore di Sanità.

Modena è l’unico centro selezionato in Emilia-Romagna perché ha una lunga esperienza e professionalità nello studio di queste tematiche. L’Azienda USL di Modena ha già partecipato all’edizione 1998-2000 dell’Osservatorio cardiovascolare e fa parte della rete dei Registri per le malattie cardio e cerebrovascolari.
Il protocollo dello studio, che a Modena terminerà entro la fine di quest’anno, prevede un questionario (informazioni anagrafiche, abitudini e stili di vita, anamnesi patologica remota, terapie in atto, ricorso ai servizi sanitari con particolare riguardo ai ricoveri ospedalieri, familiarità per cardiopatia coronaria, accidenti cerebrovascolari, diabete), un prelievo di sangue (per l’esecuzione di alcuni parametri come la colesterolemia, trigliceridemia e glicemia), misurazione della pressione arteriosa, peso, altezza, circonferenza vita e fianchi, elettrocardiogramma, spirometria e analisi delle urine. In tutta Italia saranno esaminate circa 11 mila persone di età compresa fra 35 e 79 anni. I modenesi coinvolti sono stati estratti in modo casuale dall’anagrafe sanitaria.
L’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare, istituito nel 1998, si propone di descrivere ogni dieci anni, mediante un campione della popolazione, le abitudini di vita (alimentazione, attività fisica, abitudine al fumo di sigarette), la diffusione di condizioni a rischio (ipertensione arteriosa, obesità, diabete), le aree di patologia ed altre condizioni per le quali è necessario intervenire in termini preventivi, diagnostici, terapeutici e assistenziali. L’Istituto Superiore di Sanità coordina, a livello nazionale, l’attività di formazione, di standardizzazione, di controllo di qualità, di supporto e realizza l’analisi dei dati. L’attività dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare prevede che la popolazione selezionata venga seguita nel tempo per monitorare la comparsa di eventuali patologie cardio o cerebrovascolari.

Lo studio è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato il Direttore Sanitario Azienda USL Modena Kyriakoula Petropulacos, il Responsabile Programma Interaziendale “Comunicazione e Promozione della Salute” – Azienda USL Modena Giuseppe Fattori, l’Assessore alle Politiche per la Salute Comune di Modena Simona Arletti, il Direttore Servizio Epidemiologia- Azienda USL Modena Carlo Alberto Goldoni, il Pesidente dell’Associazione “Gli Amici del Cuore” Giovanni Spinella, il Direttore Dipartimento Area Critica – Azienda USL di Modena Romeo Zennaro.
Ha partecipato anche Simona Giampaoli dell’Istituto Superiore di Sanità, esperta a livello internazione di epidemiologia e prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Le malattie cardiovascolari in provincia di Modena
Le malattie cardiovascolari sono una delle cause più importanti di invalidità e morte: nel 2007, in provincia di Modena, i ricoveri in ospedale per queste malattie sono stati oltre 17 mila, mentre i decessi sono stati 2.602. Queste patologie sono però ampiamente prevenibili: gli studi degli ultimi anni hanno dimostrato la possibilità di diminuirne o di ritardarne la comparsa attraverso la modificazione dello stile di vita, cioè abolendo il fumo, riducendo la sedentarietà, l’alimentazione eccessivamente ricca di grassi e sale, controllando la pressione arteriosa ed il diabete. In effetti, la mortalità per patologie cardiovascolari negli ultimi decenni è in diminuzione principalmente grazie dalla riduzione dei fattori di rischio, imputabile in gran parte alla prevenzione e, in particolare, alla riduzione della pressione arteriosa (25 per cento) e colosterolemia (23 per cento) della popolazione, all’incremento dell’attività fisica (6 per cento) e alla riduzione del fumo (4 per cento).
Relativamente ai fattori di rischio, i dati più aggiornati sulla provincia di Modena indicano che il 20 per cento delle persone dice di avere uno stile di vita sedentario, il 28 per cento fuma, il 18 per cento può essere considerato un consumatore di alcol “a rischio”, il 44 per cento è soprappeso o obeso (a sei anni un bambino su tre è soprappeso).
Questi fattori sono alla base della stima del rischio cardiovascolare che può essere effettuato con l’uso della “Carta del rischio”, frutto dell’attività del “Progetto Cuore” e che verrà aggiornata sulla base dell’attività di studio che ha appena preso avvio anche a Modena. La “Carta del rischio” consente ai medici di calcolare con precisione quante e quali sono le persone a rischio di infarto e di altre malattie cardiache in base ad una serie di fattori: età, sesso, fumo, pressione, colesterolo, diabete e indice di massa corporea (rapporto tra peso e altezza).

Simona Giampaoli. Laureata Medicina e Chirurgia, specializzata in Igiene e Medicina Preventiva, dirige il reparto Epidemiologia delle Malattie Cerebro e Cardiovascolari del CNESPS (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) dell’Istituto Superiore di Sanità.
Da oltre 30 anni si occupa dell’epidemiologia e prevenzione delle malattie cardiovascolari, in particolare di sistemi di sorveglianza di tali patologie e dei loro dei fattori di rischio che ha contribuito ad impiantare nel nostro Paese, della stima del rischio cardiovascolare nella popolazione italiana, producendo le carte del rischio italiane e del ruolo delle malattie cardiovascolari nello sviluppo delle malattie legate all’invecchiamento.
E’ coordinatore del Progetto Cuore – Istituto Superiore di Sanità – Epidemiologia e prevenzione delle malattie ischemiche del cuore; coordinatore dell’European Cardiovascular Indicators Surveillance Set – EUROCISS Project of the Health Monitoring Programme della Commissione Europea. Principal investigator del progetto CASCADE (Cardiovascular Determinants of Dementia), delle coorti italiane del FINE Study (Finland Italy the Netherlands Elderly).