
Intanto vorremmo sapere se Sitta accetterà di condividere e magari rivedere il suo documento “Modena Futura”, che ovviamente non potrà non tener conto degli esisti di questi stati generali. E poi ci dica Sitta. conferma un progetto di crescita della città così come detto negli ultimi mesi, davvero pensa di far arrivare Modena a 230.000 abitanti?
Perché in questo caso l’intervento di Malaguti della Cooperativa di Costruzioni diventa inquietante: sfruttare le aree Peep per costruire “quartieroni” periferici a nord e sud. Tutti in questi mesi hanno detto che l’integrazione si ottiene evitando i ghetti: allora chiedo, che tipo di popolazione in maggioranza abiterà questi quartieri? Le periferie della grandi città come Milano, o Roma non hanno proprio insegnato nulla?
Più sensato mi appare il commento di Pietro Balugani, dell’ordine degli ingegneri e architetti: migliorare la mobilità e l’urbanistica, attraverso il recupero e la riqualificazione dell’esistente. Permettere alle persone di raggiungere meglio e più velocemente il posto di lavoro abitando in Provincia, per non far morire i paesi, studiare quartieri produttivi che agevolino l’accesso dei lavoratori. Migliorare il servizio di trasporti pubblici fra il capoluogo e la provincia. Perché le attività produttive nate in provincia, non siano costrette a spostarsi per fare affari. Forse sono idee più sane che costruire quartieri “per poveri” o “per pendolari”
E soprattutto, viste le modifiche, le deroghe e i progetti mai partiti, condivido l’invito a creare procedure di verifica e controllo sull’andamento dei progetti concordati, come richiesto da Confindustria e Apmi.
Ma l’assessore Sitta accetterà che altri “mettano il naso” nel suo territorio, blindato fin da prima delle elezioni dal sindaco Pighi? Questa sarebbe la vera novità.
Avv. Luca Ghelfi, PDL




