
“Abbiamo salutato con soddisfazione che il governo abbia adottato qualche misura concreta, pur se insufficiente, che è servita anche nella nostra regione ad esempio ad estendere la protezione sociale alle aziende con meno di 15 dipendenti. Allo stesso modo credo sia giusto riconoscere al Comune di Reggio le misure che ha assunto, prima che la crisi arrivasse a mordere, come sta accadendo ora con 20mia disoccupati e un effetto abbastanza pesante proprio per le caratteristiche che ha l’economia regionale molto proiettata all’export”.
“Il Comune di Reggio ha cercato di essere sia vicino alle famiglie, sia di continuare a promuovere le imprese e a difendere la propria capacità di investimento”
Riguardo la proposta di bonus una tantum per le famiglie, come avvenuto a Parma, il sindaco ha anticipato: “Rispettiamo le scelte di altri, ma crediamo che le misure che il Comune di Reggio Emilia mette in atto a sostegno delle famiglie siano molto superiori e più efficaci rispetto al bonus una tantum. Le agevolazioni tariffarie, il conteggio del mutuo nell’Irpef, il potenziamento dell’offerta dei servizi alla fine incidono sul bilancio famigliare in modo più importante rispetto ai bonus straordinari. Come ha riconosciuto anche la Commissione Onori, tutti gli economisti considerano i trasferimenti monetari insufficienti rispetto allo scopo che si prefiggono, quello di aiutare le famiglie, mentre molto più efficiente è potenziare l’erogazione del servizio e prevedere sostegni nelle spese ordinarie”.
“Da ultimo, prima di lasciare la parola agli assessori – ha concluso il sindaco – vorrei ricordare che tutti gli accordi che abbiamo assunto come Comune sono stati discussi e condivisi con le parti coinvolte, i sindacati, le imprese, gli istituti di credito, il tavolo anticrisi della provincia dando vita a una vera governance. L’unico rammarico è di non aver esteso le agevolazioni agli artigiani e alle imprese individuali. Credo che la giunta debba assumere questo tema come elemento di sfida, nella valutazione di bilancio che stiamo facendo, e scegliere di orientare ulteriori risorse verso queste categorie e queste famiglie, che oggi oggettivamente fanno più fatica ad ottenere le agevolazioni”.




