
Il precariato rimane il punto dolente. Ottocento Ata e quasi mille docenti sono precari che da anni lavorano nella scuola e di anno in anno vedono allontanarsi l’immissione in ruolo. Ogni anno si riduce infatti il numero delle immissioni, nonostante ci siano i posti. Molti docenti non sono ancora stati pagati per attività già svolte e non sanno quando saranno pagati, le scuole modenesi vantano complessivamente un credito verso lo Stato di 18 milioni di euro!
La FLC/CGIL denuncia anche la diminuzione delle ore dedicate agli studenti, la mancanza di ore per l’alfabetizzazione degli studenti stranieri e per l’alternativa alla religione cattolica, l’aumento degli alunni per classe. Il tempo pieno, ma anche il modulo, alle elementari non saranno più gli stessi. La mancanza delle compresenze di orario mette seriamente a rischio il recupero dei bimbi con difficoltà di apprendimento, i progetti, i laboratori, le uscite scolastiche. Causa i vincoli fissati per legge che impongono di garantire almeno 36 ore, molte scuole medie sono nell’impossibilità (per limiti di organico) ad offrire il tempo prolungato, che a Modena rimane solo alle scuole Ferraris e Marconi. Centottanta bambini distribuiti nei comuni di Carpi, Cavezzo, Pavullo, Savigano, Spilamberto, Vignola, Montese e Mirandola, sono esclusi dalle materne per mancanza di docenti assegnati dal Ministero (che si è limitato a confermare gli organici dell’anno scorso, anche se la domanda aumenta) pur essendoci le aule pronte!




