
“La qualità della scuola reggiana è evidente fin dai nidi e dalle materne, così come ha recentemente riconosciuto lo stesso ministro rendendo ancora più inopportune le polemiche dei giorni scorsi – ha detto l’assessore comunale all’Educazione, Iuna Sassi – Ma questo buon livello si è ottenuto grazie all’impegno di tante persone, ma anche grazie agli importanti investimenti che si sono sempre fatti. E sempre di più ne serviranno, perché i problemi non mancano, a partire dall’aumento vertiginoso della popolazione scolastica, con classi che raggiungono anche i 30 studenti alle superiori, all’aiuto agli alunni disabili, perché se è vero che aumentano gli insegnanti di sostegno, è anche vero che aumentano i casi di una certa gravità”.
Il dirigente dell’Usp, Vincenzo Aiello, ha infine fornito i dati relativi al mondo scolastico provinciale: 62.282 alunni e studenti (1.344 in più rispetto allo scorso anno) suddivisi in 2.828 classi (14 in più) di 61 istituti scolastici (tra comprensivi, medie e superiori) e assegnati a 5.054 docenti (193 in meno). In calo anche l’organico del personale Ata (1.765 unità, 36 in meno), continua invece a crescere il numero di alunni disabili (1.613, 60 in più) – che dopo il calo dello scorso anno avranno però a disposizione 45 docenti di sostegno in più (794) – e le classi diventano sempre più numerose: da una media di 20,86 studenti dell’anno scolastico 2005-2006 agli attuali 22. A fronte di 273 pensionamenti (tutti docenti, tranne 56 assistenti tecnico-amministrativi e 5 dirigenti), l’Ufficio scolastico provinciale ha disposto 140 nomine in ruolo (in maggioranza personale Ata), mentre gli incarichi per supplenze annuali saranno 1.645.
“Questo fare sistema tra enti locali e Usp continua a garantire un ottimo livello delle istituzioni scolastiche reggiane”, ha detto Aiello, sottolineando tra l’altro “il buon rapporto, uno a due, tra insegnanti di sostegno e alunni disabili che continua ad essere garantito e le cinque classi a tempo pieno in più che saranno organizzate quest’anno”. Un anno – ha concluso – che sarà impegnativo anche per le tante novità previste: dall’insegnante prevalente alle elementari ai nuovi esami di licenza media e maturità, fino alla riforma della scuola secondaria superiore sulla quale Provincia e Usp sono già al lavoro.




