
”Nel mirino dell’Agenzia sono finiti crediti Iva sospetti per un ammontare di 30 milioni di euro e ricavi non dichiarati per oltre 180 milioni, relativi agli anni 2006 e 2007. In molti casi si tratta di societa’ amministrate da presunti ‘nonni manager’ ultraottantenni, che impiegano centinaia di dipendenti e operano per uno o due anni per poi scomparire misteriosamente nel nulla – continua l’Agenzia delle Entrate – Sono stati effettuati numerosi accessi che hanno interessato sedi legali, unita’ locali e alcuni studi professionali. L’operazione, che si e’ concentrata negli ultimi giorni, ha visto coinvolti i nuclei antifrode della direzione centrale Accertamento e delle direzioni regionali del Lazio, della Toscana, della Campania e della Calabria, che hanno svolto le indagini in Lazio, Toscana, Emilia, Piemonte, Calabria e Campania”.
”L’azione coordinata e simultanea dei diversi nuclei degli uffici antifrode regionali si inserisce nella piu’ ampia strategia di contrasto alle compensazioni indebite lanciata negli scorsi mesi. Due gli obiettivi: mettere fine all’utilizzo delle compensazioni di imposta in maniera patologica, come se fossero un bancomat, e combattere le frodi piu’ complesse attraverso l’analisi di posizioni di rischio. La copiosa documentazione raccolta e’ tuttora al vaglio dei verificatori”, conclude la nota.




