
All’interno dell’immobile, erano presenti diverse persone di nazionalità cinese, tutte provviste di permesso di soggiorno, nessuna al momento del controllo intenta a lavorare alle macchine operatrici. Era presente anche R. H., nato in Cina nel 1979 ma residente a Reggio Emilia, responsabile del laboratorio.
Dagli accertamenti è emerso che l’attività produttiva svolta nel capannone era regolare, mentre è risultato abusivo il cambio di destinazione d’uso di parte dei locali, in origine adibiti ad uso laboratorio ed uffici, trasformati ad uso abitativo, con violazione penale delle norme urbanistico-edilizie.
La trasformazione era stata realizzata con opere edili, consistenti nella posa di pareti divisorie in muratura, al fine di ricavare due stanze utilizzate come ripostiglio e una camera, per una superficie di circa 24 metri quadrati; locali posti a fianco della zona laboratorio erano stati adattati a uso cucina e refettorio; uffici posti al piano terra, primo e secondo erano diventati residenza dei cittadini cinesi presenti.
Si è provveduto quindi al sequestro penale della porzione di immobile oggetto del reato, anche al fine di acquisire fonti di prova, apponendo i sigilli e notificando il relativo verbale al responsabile del laboratorio ed a P. S., nato a Reggio Emilia nel 1930, legale rappresentante della ditta proprietaria dell’immobile.



