
La Provincia, nell’eventualità della liquidazione della Cantina Colli di Scandiano, si è fatta carico di favorire elementi di valutazione a tutti i presidenti delle Cantine sociali del territorio circa l’opportunità, attraverso quella sede, di unificare pezzi di servizi che oggi le singole aziende commissionano a terzi o svolgono in proprio con economie di scala troppo onerose. Quindi, nessuna chiusura di stabilimenti e nessuna perdita di autonomia, ma, al contrario, una maggior forza derivante da un accorpamento di servizi ed eventualmente anche di promozione commerciale.
Tuttavia saranno i singoli produttori che liberamente sceglieranno e faranno le valutazioni a seconda delle loro convenienze. Se la riterranno un’opportunità, anche alla luce di eventuali risorse messe a disposizione dal Piano di sviluppo rurale, verrà valutata positivamente, altrimenti la cantina verrà ceduta ad altri. L’importante è che gli agricoltori scelgano sulla base di criteri esclusivamente di ordine economico ed imprenditoriale, evitando di essere vittime di speculazioni di altro genere. Né mi pare corretto che, ancor prima di conoscere il Piano industriale, ci sia chi – anche a livello politico – esprime giudizi talmente trancianti da lasciar presupporre che il vero interesse non sia tanto il bene delle cantine sociali…
L’agricoltura ha bisogno di verità e di impegno congiunto per risollevare le sorti di un settore così importante e mai così in difficoltà. E, sia chiaro, ogni progetto viene pensato esclusivamente per il bene del mondo agricolo e la Provincia si è proposta come Istituzione al di sopra delle parti per promuovere un terreno di confronto circa l’interesse e la necessità di accorpare servizi e pezzi di filiera a favore del settore.
(Roberta Rivi – Assessore provinciale all’Agricoltura)



