
Fino al 28 febbraio sarà possibile ammirare alcuni cicli fotografici di Jindřich Štyrský (1899-1942), una delle figure più singolari della scena artistica cecoslovacca durante il periodo tra le due guerre. Anche se utilizza principalmente la pittura come mezzo espressivo, Štyrský è stato anche scenografo, disegnatore, poeta e fotografo, contribuendo in modo significativo alle trasformazioni stilistiche intervenute nel campo della fotografia negli anni ’30 del Novecento.
Štyrský e la pittrice Toyen sono fra i fondatori del Gruppo Cecoslovacco dei Surrealisti; è proprio nel 1935, nell’ambito della prima mostra del Gruppo Surrealista Ceco, che l’autore presenta i suoi cicli fotografici inediti: “Muž s klapkami na očích” (Man with blinkers; L’uomo coi paraocchi) e “Žabí muž” (Frog man; L’uomo rana), che risalgono al 1934 e costituiscono il nucleo principale della mostra al Fotomuseo Panini. Esposto in mostra insieme a questi anche “Pařížské odpoledne” (Paris Afternoon; Pomeriggio parigino), ciclo fotografico del 1935.
Gli scatti di Štyrský, tutti provenienti dal Museo di Arti Decorative di Praga – che custodisce la più completa collezione fotografica specializzata della Repubblica Ceca – catturano soggetti apparentemente banali della vita quotidiana, dove la presenza umana è sempre solo intuita e percepita, mai visibile: vetrine di negozi e collezioni eterogenee di oggetti bizzarri che vanno da dispositivi protesici e attrezzature per parrucchiere, a particolari di attrazioni da fiera, a foto di cimiteri di Parigi e di altre città. Gli oggetti in sé, o il loro raggruppamento dispari, assumono un carattere chimerico e quasi stregato.
Le immagini di Štyrský sono apparizioni che si manifestano come in un sogno, dove i collegamenti tra gli oggetti sono apparentemente illogici e si spiegano solo alla luce delle interpretazioni Freudiane, mutuate in arte da André Breton, padre del Surrealismo francese, a cui quello Ceco è profondamente collegato.
È nel sogno e negli stati di assenza di coscienza che si libera l’inconscio, dando vita a un linguaggio che procede per libere associazioni e automatismi che creano visioni apparentemente illogiche ma che fanno riferimento ai più profondi desideri, alle paure, alle inquietudini e alle speranze.
Innegabili in questa ricerca gli stimoli derivati da Man Ray, nonché dall’opera di Eugène Atget, che affascinò diverse generazioni di autori della fotografia europea.
La mostra è accompagnata da frammenti poetici sciolti di Štyrský, pubblicati postumi nel 1946 in “Jindřich Štyrský: Poesie”.
Un anno prima della morte di Štyrský, nel 1941, viene predisposta una versione illegale di “Na jehlách těchto dní” (On the Needles of These Days; Sugli aghi di questi giorni), comprendente una selezione dai suoi cicli fotografici degli anni ’30, accompagnata da testi del giovane poeta Jindřich Heisler. Un’edizione legale del libro, da cui è tratto il titolo della mostra, apparirà solo dopo la guerra per poi essere nuovamente censurato in seguito all’occupazione comunista della Cecoslovacchia nel 1948, insieme alle altre sue pubblicazioni e a tutto il movimento Surrealista.
Jindřich Štyrský muore a Praga il 21 marzo 1942 all’età di 43 anni, a causa di una patologia cardiaca ereditaria.
Inaugurazione: 12 dicembre 2009 ore 11.30. Periodo: fino al 28 febbraio 2010.




