
L’errore dell’Assessore e’ triplice; il primo – attacca il coordinatore vicario del PDL – e’ quello di aver confuso le politiche di integrazione con quelle di inclusione. Un errore madornale che nemmeno i suoi più’ arditi compagni avevano anche solo lontanamente ipotizzato. Si pensi che D’Alema – ha poi sottolineato – nella sua bizzarra legge si era spinto fino a prevedere al massimo un rapporto italiani/stranieri nelle classi del 50%. Ma qui, nel modenese, la fantasia al potere ha fatto il resto. Oltre a questi dati emblematici ve ne sono altri fortemente allarmanti, sia in citta’, sia in giro per la provincia dove abbiamo classi in cui gli Italiani sono “minoranza etnica e linguistica”; addirittura anche alle superiori, come ad esempio al Corni Professionale o alle Galilei a Mirandola . Altre realtà – ha rincarato l’esponente del partito di Berlusconi – con classi elementari con oltre il 50 per cento di stranieri le troviamo ancora a Concordia e a Novi.
L’altro errore commesso – ha poi aggiunto – e’ quello di aver effettuato questa singolare distribuzione in base ad una suddivisione del territorio per vie, per capirci, stradario alla mano. Al contrario, si sarebbe dovuto procedere rispettando l’unico criterio possibile che e’ quello della distribuzione per classi attraverso l’utilizzo del sistema di trasferimento pubblico: pullman o pulmini per evitare le cosiddette classi ghetto. Infine c’e’ veramente da chiedersi quali criteri decisionali vengono assunti , perchè se tutto ciò e’ avvenuto in ossequio ad un mal interpretato principio di contenimento della spesa, ci domandiamo – ha concluso Aimi – sulla base di quale stupefacente visione del mondo si sono organizzati nella didattica 3, scuola elementare, corsi di lingua araba agli arabi. A me sembra di sognare. Mi auguro che sia così anche per tanti compagni in buona fede: aprano gli occhi, se li stropiccino, si stirino e capiscano che l’illusione e l’utopia sono state bocciate. A scuola, alle elementari, in Cittadella e alle Ceccarelli”.

