
Il segretario della Cgil interviene poi sul polo industriale di Termini Imerese affermando che ”deve essere salvaguardato, per oggi e per il futuro”. ”Termini Imerese – ha detto – e’ una grande realta’ produttiva e ci lavorano attorno ai 3.000 lavoratori, tra diretti e indiretti. Quindi non si puo’ scherzare, non si puo’ dire la Fiat va o resta, i cinesi arrivano o non arrivano. Non si affrontano cosi’ problemi di queste dimensioni”.
Epifani ha poi commentato le linee della Finanziaria: “Non mi aspetto nulla nel senso che ormai la strada e’ tracciata”, anche se il sindacato porta avanti un’idea di politica industriale per la quale “continuiamo a batterci”. “Osservo che altri Paesi fanno investimenti di dimensioni straordinarie”, ha detto ancora Epifani, citando come esempio il piano Sarkozy, che ha destinato 11 miliardi di euro tra scuola superiore, Pmi, aerospaziale, ferrovie e trasporti.




