
“L’apicoltura – ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni – svolge un ruolo particolarmente significativo sul piano produttivo ed ambientale. Solo per l’impollinazione delle piante da frutto, l’Osservatorio nazionale sulla produzione e sul mercato del miele stima che il “lavoro gratuito” delle api produca un valore di oltre 2,5 miliardi di euro. Grazie alla sospensione dell’utilizzo di prodotti chimici – i cosiddetti neonicotinoidi – per il trattamento delle sementi, fortemente voluta dalla Regione Emilia – Romagna, si è registrato, nel 2009, un consistente aumento della produzione e una ripersa del numero di alveari che erano stati falcidiati dal fenomeno dello “spopolamento”. Siamo impegnati ad ottenere la definitiva messa al bando, nei periodi che coincidono con la piena attività delle api, di questi prodotti; grazie alle risorse stanziate dalla Regione Emilia – Romagna gli apicoltori possono quindi contare, in attesa del rifinanziamento del Regolamento comunitario 1234/2007 per il triennio 2011 – 2013, su una ulteriore possibilità per lo sviluppo del comparto”.
In Emilia-Romagna operano circa 10.000 mila apicoltori, circa 800 dei quali professionali. Ed in regione hanno la propria sede l’ex Istituto Nazionale di Apicoltura di Bologna oggi C.R.A – API , l’Osservatorio nazionale della produzione e del mercato del miele di Castel San Pietro Terme, il CONAPI, Consorzio di apicoltori e produttori biologici. L’Emilia-Romagna si caratterizza anche per la presenza dei migliori selezionatori e allevatori di api regine del mondo.



