
«Questo istituto applica una commissione per saldo debitore che, partendo da cinque euro al giorno, arriva fino a 15 euro al giorno a seconda dello scoperto di conto – spiega il responsabile provinciale dell’Adiconsum, Angelo Ferrari Valeriani – Nulla di illegale, intendiamoci, ma per quel correntista è stata comunque una brutta sorpresa perché non era abituato a operare con uno scoperto di conto ed era finito in “rosso” solo occasionalmente e per un breve periodo». È proprio in casi come questo, invece, che scattano le nuove pesanti commissioni stabilite dalle banche in modo giudicato dalle associazioni dei consumatori unilaterale e al di fuori della normativa contrattuale. L’Adiconsum, in particolare, ritiene ingiustificato e arbitrario il comportamento degli istituti di credito, perché le nuove commissioni non esistono nel contratto; inoltre il Testo Unico Bancario (TUB) impedisce l’introduzione unilaterale di nuove commissioni. «I consumatori e le imprese che hanno visto aumentati i propri costi bancari a causa dell’introduzione di nuove commissioni bancarie sullo scoperto di conto – suggerisce Ferrari Valeriani – devono presentare reclamo alla propria banca per chiedere la restituzione di quanto già pagato e la non applicazione in futuro di commissioni non previste dal contratto. In caso di risposta negativa o mancata risposta, possono presentare reclamo all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e segnalare il caso all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato. Chi intende, invece, aprire un nuovo conto, – conclude il responsabile Adiconsum – chiarisca bene con la banca se e quali commissioni vengono applicate quando il conto presenta un saldo negativo».




