
I militari hanno perquisito l’abitazione degli indagati, due fratelli di 45 e 39 anni, residenti a Favara (Agrigento) ma di fatto domiciliati a Montecchio Emilia, e poi del capannone all’interno del quale hanno rinvenuto una enorme quantita’ di pezzi di auto smontati e accatastati e immagazzinati con cura e comunque tutti pezzi di auto di recentissima fabbricazione. Nell’ufficio, sulla scrivania e nel cassetto, vi erano appunti di ordinativi di carrozzerie della zona e anche di altre province.
La perquisizione e’ stata poi estesa anche a un autocarro telonato intestato alla stessa azienda nel cassone del quale i Carabinieri hanno trovato undici motori di auto con le scatole del cambio. Motori di nuova generazione, di provenienza furtiva, visto che i primi accertamenti, tuttora in corso, hanno evidenziato che alcuni motori risultavano appartenere in origine ad autovetture rubate nell’hinterland milanese. Ora bisognera’ capire se esistono eventuali complici, se dietro i due fratelli c’e’ una vera e propria organizzazione e se i clienti dell’azienda sequestrata fossero a conoscenza della provenienza dei prodotti da loro acquistati.




