
“Una vita di qualità – spiega Aimi – richiede la salda cornice di una tradizione, di una cultura di comunità dalle solide radici. Economia florida, ma prima di tutto protezione del tessuto comunitario dalla disgregazione. E cosa c’è stato di più a rischio del moltiplicarsi di palazzoni alveare, che siano di 6 o di 12 piani, realtà fuori controllo, atte a produrre redditi nella zona grigia, ma anche disgregazione e chissà cos’altro, sia che fossero a Pavullo, o a Mezzavia, o alla stazione di Modena? Onore a chi si rimbocca le maniche e prova a rimediare ai guasti.
Il centrodestra – ha detto ancora Aimi – lancia una nuova idea di fare politica che passa anche attraverso le riqualificazioni urbanistiche e la costruzione di abitazioni dignitose che rispettino l’uomo e le sue aspirazioni. Una diversa progettazione che tenga conto della sicurezza, di spazi verdi, del bello e di luoghi di incontro. Vorremmo – ha poi concluso – che anche a sinistra qualcuno si svegliasse e dicesse basta a certe iniziative urbanistiche, fatte di casermoni in stile sovietico che hanno abbruttito paesi e città, nel nome di una vergognosa speculazione. C’è infatti un altro stile, tutto italiano, che una nuova generazione di politici di centrodestra vuole rilanciare”.




