
Ci sono politiche di integrazione, che in una città che ospita circa 20.000 stranieri non sono un optional. Stranieri che non sono qui perché “ci invadono” ma perché fino a ieri, e in molti casi anche oggi, siamo noi ad averli “chiamati”: per lavorare nelle nostre imprese, per lavorare nelle nostre case. Se si preferisce lasciare che un fenomeno così ampio, di portata storica e di impatto sociale, non sia governato dalla politica e dall’amministrazione, ma sia abbandonato solo alla polemica e aglislogan, lo si dica. Noi crediamo che questo fenomeno vada governato con servizi seri e specifici. Senza sprechi o regali, ma con azioni.
Contrariamente a quanto sostenuto sempre dalla destra, non siamo il paesedi bengodi per gli stranieri: accedono a servizi, tutele, casa, con le stesse regole degli italiani, e in molti casi meno degli italiani, in rapporto alla popolazione presente. A Modena non si fanno feste o cose del genere, se non quando lo prevedono progetti non comunali. A Modena si mantiene un Centro Stranieri che fa accoglienza e primo orientamentoall’assistenza sanitaria. Vi sentireste più sicuri se nessuno spendesse un euro per aiutare chi è appena arrivato a entrare nel nostro servizio sanitario e a fare controlli medici? Questo Centro, comunque, quest’anno subirà un taglio di 200.000 euro di budget, sia perché si prevede un minor afflusso di stranieri, causa crisi, sia perché come noto il Governo mette i comuni in forti difficoltà economiche. E le altre risorse che tanto scandalizzano la destra vanno soprattutto per la gestione di Punto d’accordo, il servizio di mediazione dei conflitti che molti cittadini hanno apprezzato per come previene e risolve possibili problemi di convivenza con negozi etnici, tra inquilini, coi gruppi spontanei, etc. Non solo stranieri, ma anche italiani. Insomma, si investono soldi sui servizi per una città che deve essere aiutata a fronteggiare problemi nuovi, non per organizzare party o regali a cittadini stranieri. Noi ci impegnamo a governare e a stare sui fatti.
La destra, come a livello nazionale, fa solo slogan, senza alcuna seria proposta operativa per governare la nostra complessa società. Il risultato? Cercarlo alla voce ‘Rosarno'”.




