
“Sappiamo tutti, sulla base dei dati scientifici anche del Ministero dell’Ambiente, quanto sia marginale l’incidenza delle emissioni degli autoveicoli sui livelli di smog – ha continuato il presidente dell’ACI in occasione della premiazione dell’A.C. Modena– ma l’auto è il bersaglio più facile per le amministrazioni locali chiamate a far qualcosa contro l’inquinamento. La vecchia ed estemporanea politica dei divieti non è utile e non supera l’emergenza. Compromette solo il diritto dei cittadini alla mobilità nel giorno dedicato alla cura delle relazioni familiari e di amicizia, degli hobbies, allo svago e alla libertà di muoversi fuori dalle costrizioni della settimana lavorativa”.
“Ben altro si sarebbe dovuto – ha aggiunto Gelpi – e si dovrebbe fare. Oltre ad intervenire sulle principali fonti di inquinamento, è necessario rafforzare il trasporto pubblico locale, garantire una più efficiente accessibilità ai grandi centri urbani, potenziando il trasporto su ferro, ponendo maggiore attenzione all’impatto sulla mobilità dei nuovi insediamenti residenziali e commerciali e delle operazioni di recupero delle aree dismesse”.
Il presidente dell’ACI definisce inoltre “singolare l’ipotesi formulata dal tavolo dei Sindaci, riunito a Milano, di una sovrattassa autostradale per i mezzi più inquinanti. Deve esserne ben approfondito il rapporto costi-benefici e, soprattutto, deve essere certo che i ricavi vengano effettivamente e documentatamente reinvestiti nel sistema del trasporto, anche con la realizzazione di infrastrutture. Il rischio, visto le esperienze passate, è che l’eventuale pedaggio finisca nel calderone generale e diventi l’ennesimo balzello per gli italiani che già pagano 168 miliardi di euro ogni anno per l’utilizzo della propria automobile”.
“Nel 2009 – ha aggiunto Gelpi – sono state vendute con incentivi oltre 956.000 vetture in sostituzione di veicoli più inquinanti rottamati, e 102.000 italiani hanno beneficiato di facilitazioni economiche per l’acquisto di auto a basso impatto ambientale alimentate a gpl e metano. E’ quindi paradossale che, proprio quando è stata annunciata la mancata proroga degli incentivi che hanno ben funzionato e consentito di accelerare il processo di rinnovo del parco veicolare italiano che rischia così di continuare ad essere uno dei più vetusti d’Europa, i Comuni tornino a parlare di divieti e di pedaggi legati alle emissioni delle auto, aumentando così il gap tra chi si può permettere un’auto nuova, e quindi avere più facilità di muoversi, e chi no”.




