
Come ha ricordato Elena Gazzotti presentando il documento, il tema al centro della Giornata 2010 sarà la dimensione finanziaria delle mafie «con l’obiettivo di evidenziare come il fenomeno mafioso non si possa circoscrivere solo ad alcune regioni del sud ma investa anche il nord con importanti cellule che riciclano denaro sporco, investono nell’edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso il lavoro nero». La Giornata è promossa a livello nazionale da “Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie”, e da “Avviso pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”, associazione alla quale la Provincia aderisce dal 1997.
Fabio Vicenzi (Udc) ha ribadito «l’importanza di una posizione unita del Consiglio nel contrastare la criminalità organizzata con ogni mezzo anche, come in questo caso, con il dibattito e le manifestazioni». Bruno Rinaldi (Pdl) rimarcando che «purtroppo il problema è diffuso anche al nord» ha sostenuto che «l’importante è la cultura della legalità» mentre Luca Gozzoli (Pd) ha proposto un incontro con il Prefetto «per un confronto su legalità e tutela dei diritti». Denis Zavatti (Lega nord), pur dichiarandosi d’accordo, ha definito l’ordine del giorno «uno spot elettorale con poco peso», definizione contestata da Sergio Pederzini (Idv) che lo ritiene invece «un monito a tenere alta la guardia soprattutto in un momento si comincia a rilevare anche la presenza di mafie straniere che fanno accordi con quelle italiane per spartirsi il nostro territorio». Mauro Sighinolfi (Pdl), sottolineando che «in tempo di crisi la mafia diventa ancora più pericolosa», ha elogiato «l’impegno del Governo nel contrastarla».

