
Nel trentennale della morte dello scrittore per l’infanzia Gianni Rodari, parte da Modena anche il progetto “Orti coltivati a libri”, ideato da Vinicio Ongini per valorizzare i progetti scolastici che uniscono orto e narrazione: fu infatti proprio in provincia di Modena, a Gaggio di Piano, dove era ospite di una famiglia di amici contadini, che Rodari creò il personaggio di Cipollino, mescolando il mondo fantastico della verdura ai temi della giustizia e della solidarietà che attraversano tutta la sua opera. A “Libranch’io” i libri e le esperienze sul tema degli orti saranno ospitate in una sezione speciale.
Tra i libri realizzati nelle scuole, il più celebre è probabilmente “Lettera a una professoressa”, edito nel 1967 da Libreria editrice fiorentina e scritto in una sperduta scuola del Mugello da ragazzi guidati da don Lorenzo Milani. Un altro pioniere dei libri fatti a scuola fu Mario Lodi, che con pubblicazioni come “Cipì”, edito da Einaudi nel 1961, “Il paese sbagliato” (1970) o “Insieme” (1974), diede voce a racconti, esperienze e punti di vista dei bambini di Vho di Piadena (Cremona) e promosse attivamente una nuova metodologia pedagogica. Nel 1963, Einaudi aveva pubblicato anche “I quaderni di San Gersolè”, interamente scritto e illustrato dai ragazzi di una scuola elementare guidata dalla maestra Maria Maltoni.
Per informazioni è possibile visitare il sito web del Multicentro educativo Memo, telefonare a Sabrina Panini (059 2034318) o Katia Sighinolfi (059 2034332).



