
Tra gennaio e marzo, le vittime sono state 21 e i feriti 149: il 10,6% (sul totale tra morti e feriti) e’ costituito da minori, il 9,4% da over 70. Gli stranieri sono stati protagonisti “attivi” nel 19,6% dei casi e “passivi” nel 18,3%.
La regione che registra il maggior numero di episodi di fuga (20, il 17,4% del totale, concentrati per lo piu’ nella capitale) e’ il Lazio, seguito da Lombardia con 18 (15,7%) e da Emilia Romagna e Toscana, con 12 ciascuna (10,4%).
Pochi, per fortuna, i “pirati” che la fanno franca: il 75,7% di quelli censiti dall’inizio dell’anno sono stati identificati, i piu’ nelle ore immediatamente successive all’evento. In dettaglio, fanno 87 soggetti noti su 115, di cui 41 (47,1%) finiti in manette e 46 (52,9%) denunciati a piede libero.
“L’ebbrezza – si legge nel report dell’Osservatorio – e’ stata accertata nel 32,2% dei casi, 28 eventi, dei quali 7 (6,1%) hanno visto dimostrato l’uso di stupefacenti. Il dato sull’ebbrezza e’ ovviamente riferito al numero di pirati identificati ma la correlazione tra ebbrezza e sinistrosita’ vede confermato il rapporto che l’Organizzazione mondiale della sanita’ e l’Istituto superiore di sanita’ vedono attestato al 30%”.


