
Ringraziando l’assessore e lo diciamo di non si preoccupa, la situazione nelle province sud del Marocco è tranquilla, gli abitanti vivono la serenità nel loro paese, esercitando i loro doveri e diritti garantiti dalla Costituzione.
Apportando che la cosiddetta “Codesa” citata nel comunicato, non è un organismo che difende i diritti dell’Uomo, ma si tratta di quattro individui che sono messi disponibili ad attivarsi per l’Agenda algerina per destabilizzare la situazione in Sahara marocchino e nel Maghreb.
Questo gruppetto non può essere considerato difensore dei diritti dell’uomo, come dichiara sig. Vaccari, in quanto il gruppetto istiga alla violenza e all’odio tramite la sua falsa associazione “giurista”.
Informiamo il signor Vaccari, che in una intervista rilasciata da Ali Salem Tamek della stessa associazione di Haidar, ai quotidiani spagnoli “La Canarias” e “Opinion”, sulla possibilità di riprendere la guerra contro i saharawi marocchini, Tamek dice, che “le leggi internazionali garantiscono il diritto dell’autodifesa e la resistenza per il riconoscimento dei diritti legittimi (…) e il Fronte polisario, nostro rappresentante, che prende la decisione” .
Ecco il double face, militanti “giuristi” e capi dei separatisti in Marocco, che considerano le prossime ostilità finanziate dall’Algeria contro il territorio marocchino è un “diritto legittimo” ed esprimano la loro disponibilità di tutto ciò che la direzione separatista prende di decisioni militari. Per i democratici, davvero, questa duplicità non può essere, per niente, accettata.
Del resto, nostro omaggio e apprezzamento vanno ai manifestanti della settimana scorsa, in Sahara marocchino, contro i rinnegati, agenti dell’Algeria, che hanno visitato le tendopoli di Tindouf dichiarando falsità sul Marocco e cercano di seminare la zizzania in Marocco.
Infine, esprimiamo la nostra determinazione di smascherare le manovre dei separatisti, dell’Algeria e di coloro che li sostengono.
(Rete delle Associazioni dei Marocchini d’Italia, Yassine Belkassem)
Modena, attivisti Saharawi aggrediti: la preoccupazione dell’assessore provinciale Vaccari




