
Oggi l’industria del gioco d’azzardo è la 3° in Italia,dopo Eni e Fiat (3 anni fa era la 5°…). Non è solo una grande industria ma anche la maggior causa di ricorso a debiti e/o usura in Italia.
Giornali, televisioni, siti e pubblicità su internet, radio, poster, manifesti, promuovono il gioco d’azzardo per tutte le età. E in tanti seguono il canto delle sirene per essere più ricchi, pensando che basti giocare e vincere. Ogni giocatore è a rischio, crede nel pensiero magico che la vincita sia a portata di mano e possa risolvere i problemi; lo scriveva anche Adam Smith, “nessun uomo, per quanto sano, è immune dall’assurda fiducia nella propria fortuna”.
Il gioco d’azzardo è diffusissimo in Italia. Chi ne paga maggiormente le conseguenze? Le persone più fragili e con meno rete sociale.
A Campogalliano, al Museo della Bilancia, se ne parla questa sera alle 21.00 con Matteo Iori, presidente del Centro Sociale Giovanni XXIII di Reggio Emilia, un centro che, insieme a tante altre cose, dal 2000 segue parecchi giocatori d’azzardo che non erano in grado di gestire il gioco e cercano un trattamento di recupero da questa problematica (info 059 527133).
L’iniziativa si svolge nell’ambito di “Musei da gustare”, iniziativa promossa da venerdì 16 a domenica 18 aprile 2010 dal Sistema museale della Provincia di Modena a cui il Museo della Bilancia aderisce con l’iniziativa “QUINTALI DI GIOCHI, CHILI DI FANTASIA E GRAMMI… DI MAGIA” (per tutto il periodo è possibile partecipare alle iniziative e visitare gratuitamente il Museo).




