
La decisione del Tribunale ha riaffermato il diritto dei familiari delle vittime e degli enti pubblici che rappresentano gli interessi della collettività territoriale ad avere ingresso nel processo contro la richiesta di escluderli per difetto di legittimazione, vizi di procedura o, nel caso dell’Anpi, mancata legittimazione. Proprio rispetto all’associazione nazionale partigiani d’Italia il provvedimento ha sottolineato invece l’importanza della sua storia e dei valori che tutela.
Da parte dei familiari delle vittime, inoltre, è stata chiesta la citazione della Repubblica federale di Germania quale responsabile civile. La citazione è oggi resa possibile della decisione della Suprema corte di Cassazione che nel 2008, per l’eccidio nazifascista di Civitella (Arezzo), ha condannato anche lo Stato tedesco, oltre all’imputato Max Josef Milde. Il Tribunale si è riservato la decisione per la prossima udienza in programma lunedì 10 maggio. Tra giugno e luglio è previsto l’inizio dell’esame dei testimoni.
Gli imputati sono: Erich Koeppe, 90 anni, tenente dello Stato maggiore del III reparto della Goering; Hans Georg Karl Winkler, 87 anni, sottotenente, comandante della quarta compagnia; Fritz Olberg, 88 anni, sottotenente, comandante di plotone della terza compagnia; Wilhelm Karl Stark, 89 anni, sergente, comandante di squadra della terza compagnia; Ferdinand Osterhaus, 92 anni, sottotenente, comandante di plotone della quinta compagnia; Helmut Odenwald, 90 anni, capitano, comandante della decima batteria artiglieria contraerea; Günther Heinroth, 84 anni, soldato della terza compagnia. Gli imputati potrebbero diventare nove nelle prossime udienze quando verrà valutata la posizione dei due caporali Horst Günther Gabriel, 84 anni, e Alfred Lühmann, 85 anni.



