
All’incontro hanno preso parte, per la proprietà, i sindaci e gli assessori dei Comuni capofila: Graziano Delrio sindaco di Reggio Emilia e Roberto Reggi sindaco di Piacenza; Paolo Buzzi vicesindaco di Parma; Tom Dealessandri vicesindaco di Torino e gli assessori del Comune di Genova Carlo Senesi (Regolazione e gestione del ciclo dei rifiuti, relazioni con Iride) e Mario Margini (Lavori pubblici e Grandi progetti).
Per i sindacati, delegazioni nazionali, regionali e locali guidate da Fabrizio Solari, segretario confederale Cgil per le politiche delle Reti e del Terziario, e Renato Matteucci responsabile nazionale Cgil per i Servizi pubblici locali e le tariffe; Fulvio Giacomassi, segretario confederale Cisl per energia e ambiente, e Paolo Carcassi segretario confederale Uil per sviluppo sostenibile, politiche energetiche e reti.
Era presente inoltre il presidente di Enìa, Andrea Allodi.
“Per noi – ha detto il sindaco Delrio, presidente del patto di sindacato e maggior azionista Enìa – il radicamento territoriale resta decisivo e al centro della mission della nuova azienda, come lo è stato per Enìa. La fusione Iride-Enìa ha il principale obiettivo, riconosciuto nel core business della nuova utility, di crescere e investire sul territorio, fornire gli strumenti e le dimensioni per concorrere sul mercato dei servizi, mantenere l’occupazione e migliorare la qualità dei servizi ai cittadini. Il nostro obiettivo non è e non è mai stato creare un mostro che si occupa di finanza: questa è prima di tutto un’operazione industriale per il territorio. E questa azienda, un’azienda a controllo pubblico ed efficiente che abbia al centro i clienti e sia vicina alla gente, vogliamo costruirla con i lavoratori. E’ il senso del Protocollo d’intesa che firmeremo insieme”.
Nel corso della riunione, si è ribadita fra l’altro l’importanza del radicamento sul territorio e del mantenimento dei livelli occupazionali. Il raggiungimento di una dimensione significativa nel settore delle multiutility consente di rafforzare la presenza nei diversi ambiti di attività, anche in vista dell’affidamento dei servizi tramite gare, che non dovrà porre in discussione i livelli occupazionali, la sicurezza sul lavoroe il rispetto dei contratti.
Centrali inoltre gli standard di qualità dei servizi resi ai cittadini, sviluppando sia gli attuali servizi sia nuove attività che incrementino il valore della società e le ricadute economiche, sociali e occupazionali.
La scelta del controllo e della gestione pubblica della nuova società, mantenendo almeno il 51% delle azioni, è un altro dei temi ribaditi nell’incontro.
Il confronto proseguirà nelle prossime settimane.



